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Autunno a Palermo: cosa fare in un weekend nel capoluogo siciliano

Palermo è una città molto amata per le sue splendide coste, ma la sua ricca tradizione storica, architettonica e culinaria la rendono una meta stupenda anche nelle stagioni più fredde. Sono moltissimi, infatti, i tesori da ammirare e perfino il più piccolo e nascosto dei vicoli può riservare un mondo da scoprire.

 

Vi state chiedendo se esiste un itinerario perfetto per visitarla in un weekend? La risposta è sì! In tre giorni è possibile perdersi tra le meraviglie del centro storico della città e fare un tour alla scoperta delle tante specialità enogastronomiche che il capoluogo siciliano offre.

 

Abbiamo selezionato per voi tre tappe fondamentali. Si inizia proprio dal centro storico, che è il più grande d’Europa.

 

1. Scoprire la Palermo Araba-Normanna

Chi visita la città non può andare via senza aver conosciuto i siti della Palermo Arabo-Normanna, Patrimonio Mondiale dell’umanità UNESCO. Lo stile Arabo-Normanno è esclusivo di Palermo. Nato dopo l’arrivo dei Normanni in Sicilia (fine secolo XI), che affascinati dai ricchi palazzi, minareti e giardini islamici decisero di contaminarli con la propria manodopera in una commistione di stili architettonici opposti che si fondono.

 

Se siete curiosi di scoprire quest’arte unica al mondo, il nostro consiglio è quello di partire da Piazza Bellini. Qui si affaccia la famosa Chiesa della Martorana (Santa Maria dell’Ammiraglio). La torre in stile islamico adiacente alla struttura principale e i ricchissimi mosaici bizantini che ricoprono parte dell’interno la rendono un emblema di questo stile e uno scrigno di tesori.

 

Adiacente a questa, la Chiesa di San Cataldo, opera di maestranze islamiche che la edificarono secondo criteri romanico-occidentali, si impone per le linee geometriche sobrie della sua struttura, sormontate dalle cupole rosse.

 

A pochissimi passi da Piazza Bellini arrivate in Piazza Pretoria, dove sorge l’omonima fontana. I palermitani la conoscono come Piazza della Vergogna ed è da molti considerata una delle più belle d’Italia. Attraversatela per giungere ai Quattro Canti, e da qui, risalendo via Vittorio Emanuele arriverete alla Cattedrale di Palermo, che lascia a bocca aperta per imponenza e stile.

La visita completa della Cattedrale comprende l’accesso alla cripta, ai sotterranei e al Tesoro, con l’ineguagliabile Corona di Costanza d’Aragona, imperatrice del Sacro Romano Impero. All’interno della Cattedrale si trova anche la tomba di Federico II e una cappella interamente dedicata a Padre Puglisi, il prete che contrastò la mafia attraverso l’educazione dei giovani, uno dei simboli dell’immenso patrimonio umano di Palermo. Inoltre vi è la possibilità di salire ai camminamenti superiori: un punto panoramico eccezionale per godere di una bellissima vista su tutta la città.

 

A soli due minuti a piedi dalla Cattedrale si trova Palazzo dei Normanni, chiamato anche Palazzo Reale, altra tappa dell’itinerario Arabo-Normanno. Al suo interno custodisce la Cappella Palatina, interamente coperta da una pregiatissima decorazione musiva in oro, sul quale si impone l’immagine del Cristo Pantocratore, e da marmi pregiati.

 

A completare il tour è poi il Castello della Zisa, la monumentale residenza estiva normanna per Ia quale vale la pena spostarsi poco fuori dal centro storico. Impossibile non cedere al fascino della Sala della fontana, la cui decorazione è di ispirazione tipicamente islamica. Piccolissima curiosità: sull’arco d’ingresso, è stato collocato nel tardo Seicento un affresco barocco detto “diavoli della Zisa”, si tratta di una serie di figure mitologiche che la leggenda locale interpreta come diavoli che, per spirito giocoso, rendono impossibile ai visitatori il compito di contarli. Provateci voi!

 

2. Fare un Tour gastronomico ai mercati antichi

Palermo offre un patrimonio gastronomico immenso, che si esprime superlativamente nello street food. “Pani ca’meusa, stigghiola, panelle” sono solo alcune delle specialità da provare durante il vostro soggiorno. I mercati storici della città sono i luoghi eletti per farlo. Qui non solo proverete del buon cibo, ma entrerete a stretto contato con usanze e usi locali che arricchiranno il vostro viaggio anche da una prospettiva antropologica.

 

Si inizia dal mercato della Vucciria. Esiste già dal XII secolo ma ha cambiato aspetto tante volte. Quello che non cambia però è il fervido vociare e i colori accesi del pesce e delle pietanze sulle bancarelle. Assaggiate il polpo bollito sul momento e condito solo con una spruzzata di limone oppure i calamari fritti. Ambito centro della movida palermitana, può anche essere la tappa di una delle vostre serate mondane.

 

Nei pressi del Teatro Massimo si trova invece il Mercato del Capo, nell’omonimo quartiere. Incastonato tra chiese barocche, è il luogo perfetto per trovare souvenir culinari: pomodori secchi, lupini, capperi e cucunci, alici sott’olio, sarde sotto sale.

Colori di spezie, frutta e pietanze locali risaltano qui agli occhi. L’atmosfera è frenetica. Il vociare dei commercianti con la tipica abbanniata, la cantilena in dialetto palermitano che invita i passanti ad acquistare la propria merce, è un’iniezione di energia. Qui potete provare coppi di pesce fritto, verdure in pastella, calamari arrostiti, pani ca’meusa (pane con la milza), e ancora le mitiche arancine. Inoltre, prima di uscire dal mercato, una spremuta d’arancia o di melograno è d’obbligo.

 

L’itinerario dei mercati si conclude con Ballarò, il più antico tra tutti (sorto nel X secolo, in piena dominazione araba), che mostra prepotentemente l’anima interculturale di Palermo in quanto inserito in un quartiere popoloso che ospita varie etnie diverse. È un mercato adibito alla vendita di frutta, ortaggi, verdure, carne e pesce.  Essendo aperto fino a tardo pomeriggio, vi si trovano venditori di cibi cotti tipici. Non perdete l’occasione per un aperitivo a base di pane con le panelle (fatte di farina di ceci e fritte), crocchè (crocchette di patate), e quarume (ricetta a base di interiora), oppure provate i crostini di pane con i ricci.

 

Dopo una visita ai mercati antichi il vostro bagaglio gastronomico si arricchirà di innumerevoli sapori nuovi.

 

3. Visitare le Cantine Duca di Salaparuta & Corvo di Casteldaccia

E dopo aver gustato il buon cibo che la città offre, se siete amanti del buon vino vi suggeriamo di spostarvi a Casteldaccia per visitare le Cantine Duca di Salaparuta & Corvo come ultima tappa rilassata del vostro weekend palermitano.

A pochi metri dal mare, vi immergerete nelle Cantine dove nascono i vini Duca di Salaparuta & Corvo, che dal 1824 raccontano la Sicilia nel calice. Qui, il rigore luminoso dell’architettura delle Cantine riesce a coniugare passione per il vino, tradizioni centenarie, spirito avanguardistico e design.

 

La visita guidata all’interno delle Cantine vi condurrà alla scoperta dei più moderni metodi di vinificazione e affinamento. Attraverso le bottaie in cui maturano i vini, potrete scoprire come un’Azienda così storica riesca a mettere le più avanzate tecnologie al servizio della naturalità del prodotto e della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Verrete poi accolti nell’innovativa Sala di Degustazione per emozionarvi con vini che incantano i wine lover di tutto il mondo in abbinamento a golose specialità gastronomiche.

 

Potrete scegliere tra diverse tipologie di tour. Scoprite qui il nuovo programma delle degustazioni!

 

Se l’itinerario vi ha fatto venire voglia di preparare le valigie per visitare il capoluogo siciliano, vi aspettiamo alle Cantine di Casteldaccia! Buon viaggio.

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