Duca
Corvo
Florio
DUCA DI SALAPARUTA: LA VENDEMMIA | OTTOBRE 2021

IL CLIMA 

L’andamento climatico dell’annata è stato caratterizzato in quasi tutta la Sicilia da una primavera e un’estate molto calde, con scarsa escursione termica tra il giorno e la notte, dopo un inverno poco piovoso. Temperature che nel mese di agosto hanno toccato picchi fino a 40 gradi e oltre, con scarse precipitazioni. Questo tipo di clima ha favorito i vitigni autoctoni siciliani sia rossi, come il Nero d’Avola e il Nerello Mascalese, sia bianchi come il Grillo e il Carricante, che si trovano naturalmente a proprio agio nell’Isola, ma anche i vitigni internazionali se ben gestiti agronomicamente hanno dato buoni frutti.

 

DUCA DI SALAPARUTA

Enologo | Barbara Tamburini

Agronomo | Francesco Pizzo

Il clima caldo e siccitoso ha influito molto sulla vendemmia 2021. Chi ha saputo reagire alla situazione, irrigando nei momenti giusti, chi ha fatto una buona agronomia protettiva del frutto è riuscito a fare eccellenza. Chi invece, soprattutto per le uve internazionali come il Merlot e lo Chardonnay, non ha saputo interpretare la situazione non ha portato a casa un raccolto di qualità. Nelle nostre Tenute Duca di Salaparuta abbiamo reagito bene ottenendo una giusta maturità tecnologica, ma anche polifenolica e aromatica sia nei bianchi che nei rossi. Grazie ad una gestione della vigna consapevole e ad una buona capacità di irrigazione di soccorso delle vigne, con maestranze sempre disponibili, vitigni autoctoni come il Nero d’Avola e il Frappato hanno raggiunto la loro massima espressione. Questo è frutto della grande capacità dei nostri Tecnici di interpretare un clima, un terreno, un vitigno. Conoscere le proprie terre, saper attendere e ascoltare è quello che fa di un’annata potenzialmente complessa un’ottima annata.

 

Il commento di Barbara Tamburini:

La vendemmia 2021 è iniziata come di consueto nei primi giorni del mese di agosto e si è conclusa a fine ottobre. L’andamento climatico caratterizzato da un’estate molto calda ha inevitabilmente portato a mettere in campo quelle risorse necessarie a far fronte a situazioni eccezionali. Le elevate temperature estive e l’escursione termica giorno/notte molto bassa per diverse settimane hanno reso in diversi casi indispensabile l’ausilio dell’irrigazione per mantenere attivo il metabolismo delle piante. Con queste premesse viticole, in cantina siamo riusciti ad ottenere risultati nel complesso molto soddisfacenti. I vitigni che hanno reagito brillantemente sono stati di sicuro quelli autoctoni quali ad esempio il Grillo, l’Inzolia, il Nero d’Avola, il Frappato, il Carricante ed il Nerello Mascalese, questi ultimi due coltivati sull’Etna. Riassumendo, ma non generalizzando, le caratteristiche dei vini ottenuti dalle uve a bacca bianca direi che sono puliti, profumati, freschi e allo stesso tempo di buona struttura. Il Nero d’Avola proveniente dai diversi appezzamenti ci ha dato ancora una volta la possibilità di apprezzare la sua grande personalità nelle diverse sfaccettature. Le uve Vermentino hanno dato vita ad un vino fresco e vivace, così come il Cabernet Franc, che ha completato la sua maturità fenolica e quindi ci ha dato la possibilità di ottenere un vino profumato e di grande struttura.

 

 

 

CORVO

Enologo | Francesco Miceli, Salvatore Tomasello

Agronomo | Francesco Pizzo

La Sicilia è un continente eterogeneo per clima e territorio. I vigneti non hanno tutti la medesima esposizione o la stessa altitudine quindi il lavoro del nostro Agronomo con i tanti Conferitori Corvo è stato estremamente impegnativo, perché è stato necessario studiare insieme ogni situazione. Più di altri anni, dunque, il rapporto con le Aziende Agricole conferitrici nella vastità agronomica siciliana, con la sua pluralità di terroir, ci ha resi forti in questa vendemmia climaticamente complessa. Abbiamo dovuto gestire con attenzione soprattutto i vitigni bianchi precoci, che ha saltato alcuni passaggi nella maturazione, andando ad incidere sul tenore zuccherino. Si sono dovuti quindi selezionare i territori dove raccogliere, privilegiando le zone collinari, meno stressate dalle temperature.

 

 

 

FLORIO

Enologo | Tommaso Maggio

Agronomo | Francesco Pizzo

Il 2021 si conferma l’annata delle Cultivar autoctone come il Grillo. Sia per Florio che per i vini Duca di Salaparuta & Corvo abbiamo saputo cogliere l’eccellenza sia dal punto di vista della maturità tecnologica sia polifenolica e aromatica di questi vitigni. Nel mondo dei fortificati in particolare, l’annata si è dimostrata eccezionale per le uve Grillo della zona di Trapani destinate ai Marsala Florio che, grazie al sole caldo e al clima secco, hanno raggiunto un tenore zuccherino unico, garantendo basi da 16 gradi, con un’architettura organolettica davvero invidiabile. Una base unica che proietta nel futuro prodotti davvero rappresentativi di questa vendemmia e del lavoro fatto oggi da Tommaso e dalla Cantina.

 

 

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Corvo
Florio
I conferitori

Duca di Salaparuta ha rapporti di lungo corso con una serie di Conferitori che da ogni parte dell’Isola forniscono le uve per i vini Corvo e Florio. Il lavoro dei Conferitori viene monitorato in tutte le fasi di crescita del frutto ma questi vengono anche consigliati con attenzione durante tutto l’anno dai tecnici Duca di Salaparuta, che offrono un supporto costante nella gestione della vigna e delle eventuali problematiche. Se le uve, all’arrivo in Cantina, non rientrano nei parametri fissati dall’Azienda e dalla legge, vengono rifiutate senza appello. Il rapporto di fiducia instaurato in molti anni di lavoro ha però ridotto drasticamente le problematiche.

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Duca
Corvo
Florio
I controlli delle uve in cantina

Le uve destinate a diventare un vino Corvo, Duca di Salaparuta o Florio, vengono sottoposte a stretti controlli già in vigna. Duca di Salaparuta però, in un’ottica sempre più orientata alla tutela del consumatore, si è dotata di modernissimi sistemi di controllo e monitoraggio della materia prima che giunge in Cantina, per garantirne la conformità alle leggi in vigore. A queste attività di laboratorio si affianca anche il lavoro e l’esperienza del Team Tecnico che valuta la qualità delle uve non solo dal punto di vista della salubrità ma anche con occhio enologico, riservandosi la possibilità di rifiutare un lotto conforme dal punto di vista analitico ma non ritenuto comunque adatto ai nostri standard. Ogni partita di uva vendemmiata per Duca di Salaparuta dunque ha la garanzia del giudizio qualitativo del nostro Agronomo e del nostro Enologo così come viene valutata durante la maturazione e prima della raccolta dal Controllo Qualità Duca di Salaparuta.

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Duca
Corvo
Florio
La pressatura

La pressatura è il procedimento attraverso cui le uve, dopo la spremitura, vengono schiacciate con una pressa, separando la parte liquida (mosto o vino) da quella solida dell’acino (vinacce). Nella vinificazione in rosso la pressatura viene applicata dopo la macerazione delle uve con le bucce, mentre per i vini bianchi si effettua sulle uve fresche. La pressatura soffice delle uve a bacca bianca, permette di raccogliere il primo liquido, il cosiddetto vino fiore, il più nobile. Esistono infatti diverse fasi di pressatura dalle quali si ottiene un prodotto via via meno pregiato. Duca di Salaparuta ha studiato in modo approfondito questo delicato passaggio e ha definito un programma di pressatura automatizzato personalizzato per ogni cultivar, in questo modo si sostiene il corretto svolgimento del processo per garantire una qualità costante durante tutto lo svolgimento dell’operazione, ottenendo un prodotto uniforme e quindi un buon risultato finale. Questa attenzione ha dunque lo scopo di preservare inalterate tutte le caratteristiche del frutto e di tutelarne le peculiarità nel bicchiere.

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Duca
Corvo
Florio
La macerazione

Uno dei processi della vinificazione è la macerazione. Questo sistema, impiegato principalmente per la vinificazione delle uve a bacca rossa, si basa sul fatto che le bucce vengono conservate a contatto del mosto nel processo di fermentazione. La macerazione delle uve rosse contribuisce a dare al vino il suo colore peculiare, oltre che a renderlo particolarmente ricco di polifenoli e di aromi. Questo processo, in genere di breve durata, viene costantemente monitorato ed è particolarmente importante perché contribuisce a mantenere intatti i tannini, che doneranno al vino la sua struttura, e a preservare tutti i profumi tipici del vitigno. Duca di Salaparuta utilizza la macerazione anche per alcune uve a bacca bianca come il Moscato e lo Zibibbo che diventeranno vini Florio.

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Duca
Corvo
Florio
I sistemi di qualità automatizzati

Grandi investimenti sono stati fatti in termini di automazione e qualità del lavoro all’interno delle Cantine Duca di Salaparuta. Tutti i processi produttivi, dall’arrivo in Cantina di vinificazione delle uve fino allo stoccaggio del prodotto finito, sono stati sottoposti ad un’avanzatissima supervisione informatica che assicura una perfetta tracciabilità del prodotto. Tutte le fasi enologiche sono automatizzate e monitorate da un sistema informatico all’avanguardia, che diventa il diario dettagliato dell’enologo, così come i sistemi di sanificazione degli impianti che assicurano processi enologici “puliti” e garantiscono la perfetta sterilizzazione dei serbatoi dopo ogni lavorazione. Anche il freddo e il mantenimento della giusta temperatura vengono garantiti lungo tutta la filiera da sistemi elettronici, così come sono garantiti la corretta gestione dei serbatoi e dell’imbottigliamento. L’impiego di queste tecnologie ci consente di ridurre al minimo le anomalie produttive, a tutela del consumatore, e di offrire la migliore espressione di ogni territorio.

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Duca
Corvo
Florio
I tappi

Duca di Salaparuta sceglie il tappo perfetto a seconda del tipo di vino, della sua longevità, delle sue caratteristiche organolettiche e del tipo di bottiglia utilizzata. Tappi monopezzo in sughero naturale portoghese per i vini fermi, tappi in sughero agglomerato per i vini bianchi da bere giovani, birondellati per gli spumanti… Ogni vino ha il suo tappo. Ogni piccolo lotto di tappi è verificato sia mediante controlli chimici-microbiologici sia attraverso panel di degustazione da parte del Team Tecnico. L’accettazione del lotto di tappi si basa sulla combinazione di tutte le verifiche effettuate, che hanno come obiettivo quello di garantire sempre la massima qualità e di ridurre al minimo l’incidenza del sentore di tappo. La scelta del fornitore migliore si rivela determinante ma non sufficiente, i tappi vanno analizzati da un occhio enologico, analitico, critico e innovativo grazie anche alle tecnologie più moderne offerte dal mercato.

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Duca
Corvo
Florio
L’artigianalità

Nonostante l’importanza dell’innovazione tecnologica, nella genesi di un vino storico o nella creazione di un nuovo vino rimane centrale il lavoro dell’uomo, che vive ogni giorno a stretto contatto con l’uva, curandone l’evoluzione fino a renderla espressione chiara e piena di un territorio e materializzazione di una visione. Il know how consolidato negli anni, l’intuizione e l’intima conoscenza della vigna e del vitigno sono i dettagli che definiscono la personalità di un vino e che raccontano una storia a chi lo assapora. Il matrimonio tra la modernità e l’elemento umano determina il successo di un’Azienda, tuttavia poiché la la tecnologia è alla portata di ogni Azienda il vero elemento distintivo rimane l’individuo che con la sua personalità, la cultura e le sue visioni può fare davvero la storia dell’enologia.

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Duca
Corvo
Florio
La vigna

L’introduzione di sistemi di monitoraggio e studio della vite e del terreno rappresentano un importante tassello nella costruzione di un concetto moderno di naturalità. Un nuovo modo di vivere il lavoro in campagna, più attento e selettivo, che si allontana dall’idea di pensare la vigna come un’unica entità ma al contrario si concentra sulla singola pianta, che viene seguita e curata secondo le sue necessità e potenzialità. Questo lavoro intimo e capillare è però anche frutto di una conoscenza vecchia di secoli che si tramanda e che rimane insostituibile. L’esperienza e la manualità di chi vive il territorio e conosce ogni sfumatura della pianta si integrano quotidianamente ai più innovati sistemi di controllo per garantire la salubrità e la massima espressione del frutto in cantina.

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Duca
Corvo
Florio
Maturazione e affinamento

Il tempo ha un ruolo di primo piano in enologia. Il rispetto dei tempi della natura prima e la pazienza per i ritmi evolutivi di ogni vino poi, sono fondamentali per l’equilibrio del prodotto. Che si tratti di un vino bianco da bere giovane come Corvo Glicine, di un grande rosso da invecchiamento come Duca Enrico o di un vino potenzialmente eterno come un marsala Florio, il tempo giusto per ogni vino è quello dettato dal vino stesso. La lenta evoluzione in botte, all’interno delle Cantine di Marsala o di Casteldaccia, e il necessario affinamento in bottiglia prima della messa in commercio garantiscono infatti un prodotto dalla personalità integra e definita. In particolare per i marsala Florio il tempo rappresenta un alleato prezioso che conferisce sfumature e ricchezze inedite a vini che non temono il passare degli anni e il contatto con l’ossigeno.

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Florio
Il mosto

Florio prepara artigianalmente il mosto utilizzato per la produzione dei suoi storici marsala. Il mosto è un composto liquido, non ancora fermentato, che si ottiene dalla pigiatura dell’uva e costituito principalmente da acqua e zuccheri naturali dell’uva. Il mosto è di basilare importanza per la definizione dei profumi e del tenore zuccherino di vini come Targa 1840, Donna Franca e Baglio Florio, per questo Duca di Salaparuta ha scelto di farlo realizzare ai propri tecnici nelle Cantine di Marsala. Il nostro mosto caratterizza in modo unico i nostri prodotti e li rende immediatamente riconoscibili.

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Duca
Corvo
Florio
DUCA DI SALAPARUTA: LA VENDEMMIA | OTTOBRE 2021

IL CLIMA 

L’andamento climatico dell’annata è stato caratterizzato in quasi tutta la Sicilia da una primavera e un’estate molto calde, con scarsa escursione termica tra il giorno e la notte, dopo un inverno poco piovoso. Temperature che nel mese di agosto hanno toccato picchi fino a 40 gradi e oltre, con scarse precipitazioni. Questo tipo di clima ha favorito i vitigni autoctoni siciliani sia rossi, come il Nero d’Avola e il Nerello Mascalese, sia bianchi come il Grillo e il Carricante, che si trovano naturalmente a proprio agio nell’Isola, ma anche i vitigni internazionali se ben gestiti agronomicamente hanno dato buoni frutti.

 

DUCA DI SALAPARUTA

Enologo | Barbara Tamburini

Agronomo | Francesco Pizzo

Il clima caldo e siccitoso ha influito molto sulla vendemmia 2021. Chi ha saputo reagire alla situazione, irrigando nei momenti giusti, chi ha fatto una buona agronomia protettiva del frutto è riuscito a fare eccellenza. Chi invece, soprattutto per le uve internazionali come il Merlot e lo Chardonnay, non ha saputo interpretare la situazione non ha portato a casa un raccolto di qualità. Nelle nostre Tenute Duca di Salaparuta abbiamo reagito bene ottenendo una giusta maturità tecnologica, ma anche polifenolica e aromatica sia nei bianchi che nei rossi. Grazie ad una gestione della vigna consapevole e ad una buona capacità di irrigazione di soccorso delle vigne, con maestranze sempre disponibili, vitigni autoctoni come il Nero d’Avola e il Frappato hanno raggiunto la loro massima espressione. Questo è frutto della grande capacità dei nostri Tecnici di interpretare un clima, un terreno, un vitigno. Conoscere le proprie terre, saper attendere e ascoltare è quello che fa di un’annata potenzialmente complessa un’ottima annata.

 

Il commento di Barbara Tamburini:

La vendemmia 2021 è iniziata come di consueto nei primi giorni del mese di agosto e si è conclusa a fine ottobre. L’andamento climatico caratterizzato da un’estate molto calda ha inevitabilmente portato a mettere in campo quelle risorse necessarie a far fronte a situazioni eccezionali. Le elevate temperature estive e l’escursione termica giorno/notte molto bassa per diverse settimane hanno reso in diversi casi indispensabile l’ausilio dell’irrigazione per mantenere attivo il metabolismo delle piante. Con queste premesse viticole, in cantina siamo riusciti ad ottenere risultati nel complesso molto soddisfacenti. I vitigni che hanno reagito brillantemente sono stati di sicuro quelli autoctoni quali ad esempio il Grillo, l’Inzolia, il Nero d’Avola, il Frappato, il Carricante ed il Nerello Mascalese, questi ultimi due coltivati sull’Etna. Riassumendo, ma non generalizzando, le caratteristiche dei vini ottenuti dalle uve a bacca bianca direi che sono puliti, profumati, freschi e allo stesso tempo di buona struttura. Il Nero d’Avola proveniente dai diversi appezzamenti ci ha dato ancora una volta la possibilità di apprezzare la sua grande personalità nelle diverse sfaccettature. Le uve Vermentino hanno dato vita ad un vino fresco e vivace, così come il Cabernet Franc, che ha completato la sua maturità fenolica e quindi ci ha dato la possibilità di ottenere un vino profumato e di grande struttura.

 

 

 

CORVO

Enologo | Francesco Miceli, Salvatore Tomasello

Agronomo | Francesco Pizzo

La Sicilia è un continente eterogeneo per clima e territorio. I vigneti non hanno tutti la medesima esposizione o la stessa altitudine quindi il lavoro del nostro Agronomo con i tanti Conferitori Corvo è stato estremamente impegnativo, perché è stato necessario studiare insieme ogni situazione. Più di altri anni, dunque, il rapporto con le Aziende Agricole conferitrici nella vastità agronomica siciliana, con la sua pluralità di terroir, ci ha resi forti in questa vendemmia climaticamente complessa. Abbiamo dovuto gestire con attenzione soprattutto i vitigni bianchi precoci, che ha saltato alcuni passaggi nella maturazione, andando ad incidere sul tenore zuccherino. Si sono dovuti quindi selezionare i territori dove raccogliere, privilegiando le zone collinari, meno stressate dalle temperature.

 

 

 

FLORIO

Enologo | Tommaso Maggio

Agronomo | Francesco Pizzo

Il 2021 si conferma l’annata delle Cultivar autoctone come il Grillo. Sia per Florio che per i vini Duca di Salaparuta & Corvo abbiamo saputo cogliere l’eccellenza sia dal punto di vista della maturità tecnologica sia polifenolica e aromatica di questi vitigni. Nel mondo dei fortificati in particolare, l’annata si è dimostrata eccezionale per le uve Grillo della zona di Trapani destinate ai Marsala Florio che, grazie al sole caldo e al clima secco, hanno raggiunto un tenore zuccherino unico, garantendo basi da 16 gradi, con un’architettura organolettica davvero invidiabile. Una base unica che proietta nel futuro prodotti davvero rappresentativi di questa vendemmia e del lavoro fatto oggi da Tommaso e dalla Cantina.

 

 

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Florio
I conferitori

Duca di Salaparuta ha rapporti di lungo corso con una serie di Conferitori che da ogni parte dell’Isola forniscono le uve per i vini Corvo e Florio. Il lavoro dei Conferitori viene monitorato in tutte le fasi di crescita del frutto ma questi vengono anche consigliati con attenzione durante tutto l’anno dai tecnici Duca di Salaparuta, che offrono un supporto costante nella gestione della vigna e delle eventuali problematiche. Se le uve, all’arrivo in Cantina, non rientrano nei parametri fissati dall’Azienda e dalla legge, vengono rifiutate senza appello. Il rapporto di fiducia instaurato in molti anni di lavoro ha però ridotto drasticamente le problematiche.

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Corvo
Florio
I controlli delle uve in cantina

Le uve destinate a diventare un vino Corvo, Duca di Salaparuta o Florio, vengono sottoposte a stretti controlli già in vigna. Duca di Salaparuta però, in un’ottica sempre più orientata alla tutela del consumatore, si è dotata di modernissimi sistemi di controllo e monitoraggio della materia prima che giunge in Cantina, per garantirne la conformità alle leggi in vigore. A queste attività di laboratorio si affianca anche il lavoro e l’esperienza del Team Tecnico che valuta la qualità delle uve non solo dal punto di vista della salubrità ma anche con occhio enologico, riservandosi la possibilità di rifiutare un lotto conforme dal punto di vista analitico ma non ritenuto comunque adatto ai nostri standard. Ogni partita di uva vendemmiata per Duca di Salaparuta dunque ha la garanzia del giudizio qualitativo del nostro Agronomo e del nostro Enologo così come viene valutata durante la maturazione e prima della raccolta dal Controllo Qualità Duca di Salaparuta.

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Duca
Corvo
Florio
La pressatura

La pressatura è il procedimento attraverso cui le uve, dopo la spremitura, vengono schiacciate con una pressa, separando la parte liquida (mosto o vino) da quella solida dell’acino (vinacce). Nella vinificazione in rosso la pressatura viene applicata dopo la macerazione delle uve con le bucce, mentre per i vini bianchi si effettua sulle uve fresche. La pressatura soffice delle uve a bacca bianca, permette di raccogliere il primo liquido, il cosiddetto vino fiore, il più nobile. Esistono infatti diverse fasi di pressatura dalle quali si ottiene un prodotto via via meno pregiato. Duca di Salaparuta ha studiato in modo approfondito questo delicato passaggio e ha definito un programma di pressatura automatizzato personalizzato per ogni cultivar, in questo modo si sostiene il corretto svolgimento del processo per garantire una qualità costante durante tutto lo svolgimento dell’operazione, ottenendo un prodotto uniforme e quindi un buon risultato finale. Questa attenzione ha dunque lo scopo di preservare inalterate tutte le caratteristiche del frutto e di tutelarne le peculiarità nel bicchiere.

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Duca
Corvo
Florio
La macerazione

Uno dei processi della vinificazione è la macerazione. Questo sistema, impiegato principalmente per la vinificazione delle uve a bacca rossa, si basa sul fatto che le bucce vengono conservate a contatto del mosto nel processo di fermentazione. La macerazione delle uve rosse contribuisce a dare al vino il suo colore peculiare, oltre che a renderlo particolarmente ricco di polifenoli e di aromi. Questo processo, in genere di breve durata, viene costantemente monitorato ed è particolarmente importante perché contribuisce a mantenere intatti i tannini, che doneranno al vino la sua struttura, e a preservare tutti i profumi tipici del vitigno. Duca di Salaparuta utilizza la macerazione anche per alcune uve a bacca bianca come il Moscato e lo Zibibbo che diventeranno vini Florio.

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Corvo
Florio
I sistemi di qualità automatizzati

Grandi investimenti sono stati fatti in termini di automazione e qualità del lavoro all’interno delle Cantine Duca di Salaparuta. Tutti i processi produttivi, dall’arrivo in Cantina di vinificazione delle uve fino allo stoccaggio del prodotto finito, sono stati sottoposti ad un’avanzatissima supervisione informatica che assicura una perfetta tracciabilità del prodotto. Tutte le fasi enologiche sono automatizzate e monitorate da un sistema informatico all’avanguardia, che diventa il diario dettagliato dell’enologo, così come i sistemi di sanificazione degli impianti che assicurano processi enologici “puliti” e garantiscono la perfetta sterilizzazione dei serbatoi dopo ogni lavorazione. Anche il freddo e il mantenimento della giusta temperatura vengono garantiti lungo tutta la filiera da sistemi elettronici, così come sono garantiti la corretta gestione dei serbatoi e dell’imbottigliamento. L’impiego di queste tecnologie ci consente di ridurre al minimo le anomalie produttive, a tutela del consumatore, e di offrire la migliore espressione di ogni territorio.

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Corvo
Florio
I tappi

Duca di Salaparuta sceglie il tappo perfetto a seconda del tipo di vino, della sua longevità, delle sue caratteristiche organolettiche e del tipo di bottiglia utilizzata. Tappi monopezzo in sughero naturale portoghese per i vini fermi, tappi in sughero agglomerato per i vini bianchi da bere giovani, birondellati per gli spumanti… Ogni vino ha il suo tappo. Ogni piccolo lotto di tappi è verificato sia mediante controlli chimici-microbiologici sia attraverso panel di degustazione da parte del Team Tecnico. L’accettazione del lotto di tappi si basa sulla combinazione di tutte le verifiche effettuate, che hanno come obiettivo quello di garantire sempre la massima qualità e di ridurre al minimo l’incidenza del sentore di tappo. La scelta del fornitore migliore si rivela determinante ma non sufficiente, i tappi vanno analizzati da un occhio enologico, analitico, critico e innovativo grazie anche alle tecnologie più moderne offerte dal mercato.

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Corvo
Florio
L’artigianalità

Nonostante l’importanza dell’innovazione tecnologica, nella genesi di un vino storico o nella creazione di un nuovo vino rimane centrale il lavoro dell’uomo, che vive ogni giorno a stretto contatto con l’uva, curandone l’evoluzione fino a renderla espressione chiara e piena di un territorio e materializzazione di una visione. Il know how consolidato negli anni, l’intuizione e l’intima conoscenza della vigna e del vitigno sono i dettagli che definiscono la personalità di un vino e che raccontano una storia a chi lo assapora. Il matrimonio tra la modernità e l’elemento umano determina il successo di un’Azienda, tuttavia poiché la la tecnologia è alla portata di ogni Azienda il vero elemento distintivo rimane l’individuo che con la sua personalità, la cultura e le sue visioni può fare davvero la storia dell’enologia.

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Corvo
Florio
La vigna

L’introduzione di sistemi di monitoraggio e studio della vite e del terreno rappresentano un importante tassello nella costruzione di un concetto moderno di naturalità. Un nuovo modo di vivere il lavoro in campagna, più attento e selettivo, che si allontana dall’idea di pensare la vigna come un’unica entità ma al contrario si concentra sulla singola pianta, che viene seguita e curata secondo le sue necessità e potenzialità. Questo lavoro intimo e capillare è però anche frutto di una conoscenza vecchia di secoli che si tramanda e che rimane insostituibile. L’esperienza e la manualità di chi vive il territorio e conosce ogni sfumatura della pianta si integrano quotidianamente ai più innovati sistemi di controllo per garantire la salubrità e la massima espressione del frutto in cantina.

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Corvo
Florio
Maturazione e affinamento

Il tempo ha un ruolo di primo piano in enologia. Il rispetto dei tempi della natura prima e la pazienza per i ritmi evolutivi di ogni vino poi, sono fondamentali per l’equilibrio del prodotto. Che si tratti di un vino bianco da bere giovane come Corvo Glicine, di un grande rosso da invecchiamento come Duca Enrico o di un vino potenzialmente eterno come un marsala Florio, il tempo giusto per ogni vino è quello dettato dal vino stesso. La lenta evoluzione in botte, all’interno delle Cantine di Marsala o di Casteldaccia, e il necessario affinamento in bottiglia prima della messa in commercio garantiscono infatti un prodotto dalla personalità integra e definita. In particolare per i marsala Florio il tempo rappresenta un alleato prezioso che conferisce sfumature e ricchezze inedite a vini che non temono il passare degli anni e il contatto con l’ossigeno.

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Il mosto

Florio prepara artigianalmente il mosto utilizzato per la produzione dei suoi storici marsala. Il mosto è un composto liquido, non ancora fermentato, che si ottiene dalla pigiatura dell’uva e costituito principalmente da acqua e zuccheri naturali dell’uva. Il mosto è di basilare importanza per la definizione dei profumi e del tenore zuccherino di vini come Targa 1840, Donna Franca e Baglio Florio, per questo Duca di Salaparuta ha scelto di farlo realizzare ai propri tecnici nelle Cantine di Marsala. Il nostro mosto caratterizza in modo unico i nostri prodotti e li rende immediatamente riconoscibili.

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