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I Florio ne I leoni di Sicilia. Intervista alla scrittrice Stefania Auci

Che romanzo è I Leoni di Sicilia? Lo abbiamo chiesto all’autrice Stefania Auci in occasione della presentazione del libro alle Cantine Florio di Marsala lo scorso 14 giugno.

In vetta alle classifiche dei libri più letti, I Leoni di Sicilia è considerato dal Premio Strega Nadia Terranova un’opera di grande letteratura: un romanzo che racconta luci e ombre della famiglia Florio, le personalità eclettiche che l’hanno restituita alla Leggenda e le sue contraddizioni.

Ecco quello che Stefania Auci ci ha raccontato del suo romanzo:

 

– Buonasera Stefania e grazie per il suo tempo, la storia del suo libro “I Leoni di Sicilia” ci riguarda molto da vicino! Come mai ha voluto scrivere un libro sulla famiglia Florio?

 – Perché dopo una chiacchierata con un mio amico a Castellammare del Golfo, la voglia di mettermi alla prova con una storia nuova, complicata, e di ampio respiro mi è sembrata una prospettiva nuova, che mi permettesse di pensare a una grande storia e perché no, anche molto sfidante. Questa è la risposta standard. Perché sono pazza è la risposta onesta.

 

– Come definisce il suo libro? È un libro storico, un libro d’amore o un romanzo di formazione?

– Sono sincera. Le etichette servono a poco quando si tratta di libri. C’è quello che ciascuno di noi mette in un libro quando lo legge: i vuoti, le lacune che il lettore colma con il proprio vissuto, le emozioni che vi legge e vi riconosce. Io credo che I Leoni sia questo e insieme molto altro, ma che tanto dipenda da chi lo legge. Cosa si aspetta di trovare un lettore? Una storia commerciale, un affresco storico, una storia d’amore? Se vuole, c’è un po’ di queste cose. Ma c’è anche l’elemento segreto, e quello non appartiene a me ma a chi legge.

 

La famiglia Florio non ha solo costruito le Cantine Florio ma ha dato un contributo fondamentale alla diffusione del marsala, un vino tuttora modernissimo. Cosa prova a presentare il suo libro proprio alle Cantine Florio, dove questo vino viene ancora conservato e prodotto?

– Brividi. Brividi a manetta. Quando son entrata nelle cantine, ormai più di due anni fa, da semplice visitatrice, mi sono chiesta per un instante cosa potesse essere presentare lì il libro su cui già stavo cominciando ad affaticarmi. Ecco, ora questo è diventato realtà. Ed è una cosa che fa tremare i polsi.

 

Ha un aneddoto preferito sulla famiglia Florio che vuole raccontarci?

Ce ne sono mille, in realtà. Sono stati fuori dal comune, particolarissimi, coraggiosi, lungimiranti, oggettivamente fuori dalla media e dal tempo.  Li ho sempre trattati con grande rispetto, anche ora che sto lavorando al secondo volume, perché non sono un mucchio di personaggi e storie, ma persone.  E la loro vita va custodita con grande rispetto.

 

–  C’è un personaggio dei Florio a cui si sente particolarmente legata e perché?

– In realtà, due. Vincenzo, di cui parlo nel primo volume, perché è un uomo anaffettivo ma nello stesso tempo straordinario. E suo figlio Ignazio, che incontrerete nel prossimo, perché è un uomo ricchissimo di sfumature, di coraggio e ambiguità. Una vera sfida!

 

Attendiamo con trepidazione il secondo volume e speriamo di riavere presto l’occasione di parlarne con Stefania Auci ancora qui alle Cantine di Marsala!

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