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C’è un vino DOC Sicilia su cui discutere

Un ricorso con cui Duca di Salaparuta chiede di preservare e valorizzare la biodiversità di un territorio ricco come quello siciliano, di rispettare le caratteristiche dei suoi Terroir e il desiderio di sperimentare dei suoi viticoltori …

Accogliendo il ricorso di Duca di Salaparuta S.p.A. il Tar del Lazio, con ordinanza pubblicata il 1 Settembre 2017, ha sospeso il decreto Mipaaf (Ministero dell’Agricoltura) con il quale era stato vietato di comunicare al pubblico, nell’etichetta dei vini, che i vini Nero d’Avola e Grillo IGT, in commercio come tali da tempo immemorabile, contengono rispettivamente Nero d’Avola e Grillo. L’ordinanza è fruibile solo da chi ha fatto ricorso e tutti gli interessati possono ancora farlo, non essendo scaduti i termini (entro il 14 ottobre 2017).

Questo è il primo risultato di una battaglia che Duca di Salaparuta ha deciso di intraprendere nella convinzione, evidentemente condivisa dal Tar Lazio, della illegittimità dell’obbligo di commercializzare esclusivamente come DOC il Nero d’Avola e il Grillo quando esiste un’idonea denominazione, la IGT Terre Siciliane appunto, nota in tutto il mondo e che costituisce una delle più importanti denominazioni italiane: circa mezzo milione di ettolitri di Nero d’Avola in purezza o in blend con altri vitigni contro appena 50.000 ettolitri della DOC generica “Sicilia”. Evidentemente, nei sei anni dalla nascita della DOC generica “Sicilia”, essa non ha convinto, non solo Duca di Salaparuta, ma neppure produttori e pubblico.

Duca di Salaparuta ritiene che le DOC abbiano fondamento solo se caratterizzate da uno specifico Terroir, cosa che non sussiste per una DOC “generica” come quella “Sicilia”, non adatta a definire un dato vino di un dato territorio e che, pertanto, costituisce un elemento di confusione, a discapito delle DOC territoriali (ad esempio: Etna, Alcamo, Monreale, Contessa Entellina, solo per rimanere nell’ambito del Nero d’Avola) delle quali viene sfruttata la notorietà e a danno della IGT TERRE SICILIANE, che ha fatto conoscere il Nero d’Avola nel mondo. L’IGT TERRE SICILIANE – Nero d’Avola contrassegna delle eccellenze nel mondo in virtù della qualità delle Aziende produttrici e delle eccellenze dei diversi Terroir, come è il caso dei vini della Duca di Salaparuta – Nero d’Avola IGT TERRE SICILIANE, tra i quali il pluripremiato Duca Enrico che, primo Nero d’Avola in purezza nato nel 1984, ha cambiato per sempre la storia di questo vitigno unico al mondo.

Duca di Salaparuta chiede che la valorizzazione del patrimonio enologico Siciliano sia promossa dall’Indicazione Geografica Terre Siciliane, rappresentativa della gamma qualitativa dei terroir Siciliani, e dalle vere Denominazione Di Origine nate sull’eterogeneo territorio Siciliano. Chiede che il Nero D’Avola e il Grillo, che tanto bene leggono il volto della nostra Isola, esprimendosi in base all’orografia, al clima, alla natura del terreno, con profili organolettici diversi, siano promossi a interpreti dell’IGT Terre Siciliane.

Con questo ricorso quindi Duca di Salaparuta chiede soprattutto di preservare e valorizzare la biodiversità di un territorio ricco come quello siciliano, di rispettare le caratteristiche dei suoi Terroir e il desiderio di sperimentare dei suoi viticoltori e chiede trasparenza per un pubblico. Un pubblico che sempre più apprezza il vino di qualità e che ricerca, oggi più che mai, “verità” nei prodotti espressione del territorio. Tutto questo non può essere offerto da una DOC generica come DOC Sicilia e per questo Duca di Salaparuta invita tutti i Produttori di buona volontà ad unirsi alla battaglia contro questa decisione contraria all’interesse generale.

DUCA DI SALAPARURA S.P.A.

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