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Tenute Duca di Salaparuta: l’architettura dei territori

VajasindiSuor Marchesa e Risignolo sono le Tenute Duca di Salaparuta. Tre “feudi” circondati dai più suggestivi scenari naturali della Sicilia che sorgono in tre zone diverse, ricche di tradizioni secolari e territori con un’architettura ben distinta.

 

Tenuta Vajasindi: sita su una contrada antichissima – le cui origini risalgono al VII / VIII secolo dopo Cristo – alle pendici dell’Etna. Questo territorio è caratterizzato dalla presenza di piccoli fondi vitati a conduzione familiare. Qui generazioni di contadini, grazie al duro lavoro, sono riuscite a ricavare terreno fertile dalle colate laviche, trasformando i terreni collinari etnei in vigneti di grande qualità.

Con un’estensione di circa 8 ettari, la tenuta Vajasindi è suddivisa in due aree su diverse altitudini. È proprio sul terrazzamento meno ampio – poco più di 2 ettari a 620 metri sul livello del mare – che sorge il casale estivo. Testimonianza di una storia secolare fatta di gesti antichi e scandita da estati trascorse a lavorare con passione le vigne per produrre uve preziose, da cui nascono vini di grande personalità.

All’interno della villa padronale una cantina-museo permette di rivivere quei momenti: ancora oggi ospita un torchio dell’epoca, chiamato “chianca” (dal nome anticamente dato alle grosse querce provenienti dai monti della zona di San Domenico).

Questo attrezzo fondamentale per il lavoro contadino è costituito da una pesante trave pressante ottenuta da un albero di quercia, un controdado con vite femmina in legno di castagno, ed una vite senza fine in legno di sorbo, da avvitare nel controdado grazie all’azione delle braccia di 4 uomini. Il movimento della vite permetteva la pressatura delle vinacce disposte al di sotto della trave e attentamente fasciate con delle fasce ottenute dall’intreccio di materiale vegetale.

All’ombra del caratteristico palmeto – tipico delle ville e costruzioni rurali nell’area etnea – avveniva, invece, la pigiatura dell’uva per produrre il mosto che veniva poi riposto in grandi vasche.

 

 

Tenuta Suor Marchesa: ubicato sull’omonima contrada del comune di Butera – in provincia di Caltanissetta – il feudo Suor Marchesa ha un’estensione di circa 100 ettari.

Appartenuto in origine alla nobile famiglia dei Branciforti, si estendeva per più di 500 ettari e oggi, attraverso un collage dei terreni di vari proprietari, è stata ricomposta parte dell’antica tenuta.

Sulla zona più alta, nell’ampia area pianeggiante, sorge un caseggiato di cui è rimasto ancora intatto l’antico fascino e il potere evocativo. La sua superficie coperta si estende per 350 mq circa.

Da qui è possibile scorgere a ovest la collina della Mukulufa, l’antica zolfara, e un paesaggio caratterizzato da altre colline e vigneti frutto dell’opera silenziosa e tenace dell’uomo.

Scendendo verso il limite dei terreni troviamo, invece, il secondo casolare: 610 mq che in passato servivano per conservare gli strumenti utili per il lavoro contadino mentre tutto intorno al caseggiato si estende il vigneto.

 

 

Tenuta Risignolo: nel Comune di Salemi – in provincia di Trapani -, sul finire di una lunga trazzera che scorre in mezzo a un palmeto sorge la Tenuta Risignolo. In questa zona, particolarmente favorevole per l’uva e i vigneti, il vino è elemento caratteristico di una grande tradizione culturale.

In un tempo non molto remoto qui si percorrevano le strade di campagna a dorso di mulo.

Tutto intorno un silenzio surreale che fa da sottofondo alle ampie distese di campi – gentili pendii e coltivazioni di grano che si alternano a rigogliosi vigneti – arsi dall’accecante luce del sole. Questi ultimi si estendono a perdita d’occhio scendendo fino al mare. Nelle afose estati siciliane, il clima temperato e la brezza salmastra – che leggera soffia dal mare – non sono sufficienti a dare refrigerio.

Qui si coltivano le uve Grillo, primo attore nella produzione del Marsala. Grazie alle cure dell’uomo questo antico vitigno, lontano dalle terre di origine, riesce a esprimere al meglio tutte le sue grandi potenzialità anche coltivato in altura e vinificato in purezza.

 

 

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