Duca
Enrico, Il Nero d'Avola della Duca
La nascita di questo Nero d'Avola, la cui prima vendemmia
risale al 1984, ha rappresentato, per l'enologia, un vero e proprio punto
di svolta. All'inizio degli anni '80, la Duca di Salaparuta
maturato il proposito di studiare un nuovo prodotto, capace di raggiungere
le più alte espressioni qualitative, decise di investire in ricerca
e sperimentazione per individuare le zone ed i sistemi di coltivazione
di viti e vitigni, e per sviluppare e affinare metodi di vinificazione
che potessero condurre la Casa Vinicola al traguardo prefissato. Fu allora
subito evidente che i migliori risultati venivano espressi dalle potenzialità
del Nero d'Avola, principe di
vini e vitigni siciliani, coltivato nella tradizionale forma
ad alberello, in un territorio particolare: la piana di Gela.
Da allora ad oggi, Duca Enrico è diventato espressione
di un selezionatissimo Nero d'Avola, ottenuto dai migliori
e tradizionali vigneti coltivati ad alberello e vinificato con tradizionale
macerazione. Le terre argillose e fertili dell'entroterra del golfo di
Gela ben si prestano a fare del Duca Enrico uno dei più
nobili vini siciliani. La fertilità e la qualità
della terra favoriscono la coltivazione di uve a bacca nera, offrendo,
insieme al clima, particolarmente mite in inverno e asciutto in estate,
condizioni ideali perchè il Nero d'Avola Duca
Enrico possa esprimersi al meglio.
La vendemmia di questo Nero d'Avola è manuale
a perfetta maturazione (fine Settembre).
Un connubio inscindibile: Duca Enrico e Nero d'Avola
Il migliore Nero d'Avola proviene, esclusivamente, da
forme di coltivazione ad alberello, disciplinato da regolari potature,
a regime produttivo unitario ridotto sino alla "sconvenienza".
I vigneti sono coltivati nella piana che, dal sud-est di Gela dolcemente
sale verso Niscemi, in determinate aree a carattere pedologico appositamente
scelte nella Sicilia Sud-orientale, ove il clima è particolarmente
siccitoso e caldo.
Queste sono le zone a più alto potenziale per i rossi di struttura,
per via dei loro terreni fortemente calcarei. Le viti più nobili,
nei vigneti vocati al Duca Enrico, hanno la caratteristica
forma ad alberello, che esalta le peculiarità del vitigno.
Con la raccolta manuale le uve vengono accuratamente cernite, quindi pigiate
e fermentate con macerazione a contatto delle bucce per circa 8 giorni.
Dopo la fermentazione malolattica l'evoluzione del Nero d'Avola
Duca Enrico prosegue per circa 18 mesi, in fusti di quercia all'interno
dei quali acquista complessità, stile e longevità. L'affinamento
in vetro per almeno un anno ne completa poi, le doti organolettiche, esaltandone
il caratteristico bouquet.
Nero D'avola: il principe dei vitigni di Sicilia
Oggi è indubbiamente uno dei vitigni autoctoni più importanti
della Sicilia. Il Nero d'Avola è, in maniera indiscussa,
il vitigno che meglio rappresenta la Sicilia nel mondo, vettore della
tradizione vitivinicola siciliana, dei suoi profumi, dei suoi colori.
Il Nero d'Avola è un uva difficile, che richiede
particolare cura sia in vigna, sia in cantina, ma che è in grado
di dare vini di elevato tenore alcolico. Proprio per questa loro caratteristica,
i vini prodotti con uve Nero d'Avola, furono, alla fine
dell'ottocento, fra i più ricercati dai grandi commercianti di
vino francesi.
Oggi la situazione è completamente cambiata: infatti, il Nero
d'Avola viene venduto sempre meno, come vino da taglio, mentre viene vinificato,
sempre più spesso, sul posto, e bevuto in purezza o combinato con
Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah.
Il Nero d'Avola, noto anche con il sinonimo di Calabrese,
(versione italianizzata del termine Calavrisi), significherebbe, secondo
alcuni studiosi del settore, Cala di Avola, ovvero, uva venuta da Avola.
Infatti, il termine Calavrisi deriverebbe da "kaleu aulisi",
ove Kaleu significa uva e aulisi Avola. In ogni caso
il vitigno non ha nulla a che vedere con la Calabria, dove il vitigno
è praticamente assente. Il Nero d'Avola è
invece coltivato da centinaia di anni in Sicilia, dove venne impiantato
probabilmente dai Greci, originariamente nel siracusano.
Il Nero d'Avola è oggi praticamente diffuso in
tutta la regione: sono circa 15.000 gli ettari di vigneti destinati esclusivamente
a questo grande vitigno siciliano, che rappresenta la
colonna portante dei vini rossi siciliani. Rilanciato più di venti
anni fa, quando l'azienda vinicola Duca di Salaparuta ha iniziato a fare
le prime sperimentazioni con queste uve, il primo vero grande prodotto
a base di Nero d'Avola risale al 1984, con la produzione, appunto, del
Duca Enrico, vero progenitore dei moderni Nero
d'Avola.
Degustazione del Duca Enrico
Nero d’Avola di colore rosso rubino con riflessi
granato, il Duca Enrico ha un profumo complesso di piccoli
frutti maturi, iris e spezie, ed il gusto possente, austero e lungamente
persistente che lo rendono ideale per accompagnare i piatti importanti:
gli arrosti, le carni alla griglia, la selvaggina ed i formaggi.
Il sapore di questo Nero d’Avola, rotondo, di buona
struttura e personalità produce una sensazione di legno, nell'insieme
ben armonizzata e persistente. Si consiglia di servirlo a temperatura
di circa 18°C, in calice molto ampio a stelo lungo.
Affinamento del Duca Enrico
12 mesi in bottiglia a temperatura controllata completano le doti organolettiche
ed esaltano il caratteristico bouquet.
Riconoscimenti del Duca Enrico
Nell'ottobre del 2004 il Nero d'Avola della Duca è
stato premiato dalla giuria di Gambero Rosso e Slow Food con l'ambito
premio dei Tre Bicchieri.
La vendemmia 2001 del Duca Enrico conferma così,
ancora una volta, il suo altissimo livello qualitativo, apprezzato dal
pubblico degli estimatori e dei tecnici fin dalla sua prima vendemmia,
nel 1984. Questo vino siciliano ha segnato,
infatti, una svolta decisiva nel mondo enologico italiano, essendo stato
il primo Nero d'Avola in purezza della storia vinicola
del Paese.
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