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Enrico Alliata Duca di Salaparuta: il precursore della cucina vegetariana

La filosofia del “mangiare sano”, derivante da una maggiore consapevolezza dei benefici che il nostro organismo può trarre con un regime alimentare equilibrato, è uno degli argomenti di attualità più discussi e, anche per questo, la scelta di intraprendere una dieta vegetariana (o vegana) è ormai all’ordine del giorno.

 

Certo è che il mondo vegetale offre tantissime alternative, sane e ricche di gusto, per sostituire facilmente una dieta in cui sono presenti alimenti di provenienza animale; le combinazioni per mantenere un’alimentazione varia e gustosa scegliendo un regime dietetico vegetariano sono pressoché illimitate.

 

Ai giorni nostri essere vegetariani è una scelta molto più semplice e diffusa che in passato, ma un precursore della cucina vegetariana  – con attenzione anche al naturismo crudo (il “raw food” che adesso va molto di moda negli USA e tra le celebrità di Hollywood) – è stato senza dubbio Enrico Alliata Duca di Salaparuta, che ha indagato ampiamente e con grande anticipo sulle più moderne filosofie dietetiche.

Gentiluomo di fama internazionale, sapiente tecnico nella cucina e nell’industria, Enrico Alliata fu anche un grande appassionato di cucina ed esperto enologo.
A lui si deve la pubblicazione di “Cucina vegetariana e naturismo crudo”, uno dei primissimi testi in materia di alimentazione vegetariana, divulgato nel 1930 a distanza di pochi decenni dalla nascita (e diffusione) del termine “vegetarismo”.

 

Il duca Enrico sosteneva fermamente il regime vegetariano e naturista, insistendo sul fatto che tutta la sussistenza alimentare necessaria per l’uomo potesse essere soddisfatta grazie ai prodotti offerti dalla natura e dalla sua ciclicità.
Per questo, nel suo libro propone un’alimentazione basata principalmente sul consumo di cereali, ortaggi e legumi; alimenti sani e puri che si abbinano perfettamente ad una bevanda nobile come il vino.

 

Le ricette collezionate in “Cucina vegetariana e naturismo crudo”, oltre ad essere davvero numerose (1030 formule scelte di ogni Paese), sono alquanto sorprendenti nella loro presentazione: vi basti pensare che molte delle gustose pietanze hanno nomi e presentazioni singolari che richiamano piatti a base di carne – come il “pasticcio di fegato grasso” o le “bracioline del pascià” – anche se sono piatti assolutamente vegetariani.

 

Siete curiosi di conoscere di più? Continueremo ancora a parlare di Enrico Alliata Duca di Salaparuta e del suo studio sulla cucina vegetariana e il naturismo crudo… seguiteci per rimanere sempre aggiornati :)

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