Duca
La scelta del Terroir

Acquistando le Tenute Duca di Salaparuta ha scelto il territorio più adatto per ogni vitigno selezionato. La scelta del miglior Terroir, in zone tendenzialmente collinari, ben esposte ai venti, salubri e soleggiate, ha permesso ad ogni vigna di produrre il proprio frutto nelle condizioni naturalmente più adatte, senza forzature. Da qui Duca di Salaparuta parte per ridurre allo stretto necessario gli interventi sanitari sulla vite e sviluppare un nuovo concetto di sostenibilità.

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Duca
La zonazione

Con l’acquisto delle Tenute di proprietà Duca di Salaparuta ha lavorato sempre di più sul concetto di zonazione, che in Sicilia è supportato da una eterogeneità e biodiversità notevoli, studiando quei fattori unici di ogni Terroir che definiscono le caratteristiche qualitative di una produzione vinicola. Questo ci aiuta ad assicurare non solo un frutto che esprime al meglio i suoi caratteri ma difende il concetto di biodiversità di cui l’Isola rappresenta un esempio eccezionale. Nel mondo agronomico i biotipi sono identici vitigni che, evolvendosi in ambienti diversi, possono sviluppare delle differenze morfologiche e/o biologiche. La scelta del Terroir e le pratiche vinicole applicate sono quindi fondamentali per determinare le peculiarità dei prodotti, che variano in base alla plasticità enologica del vitigno. La scelta di coltivare un vitigno in una zona piuttosto che in un’altra offre dei risultati molto differenti e anche all’interno della stessa vigna le diversità possono essere notevoli, perché il Terroir presenta caratteristiche uniche e peculiari anche a pochi metri di distanza. All’interno delle stessa Tenuta quindi si potranno vendemmiare uve che daranno origine a vini dalla personalità eterogenea. A partire dalla vendemmia 2015 inoltre Duca di Salaparuta, attraverso due tipologie d’indagine – una tradizionale e una sperimentale, ha iniziato un ulteriore percorso conoscitivo dei suoi Terroir con questi obiettivi: seguire e collegare tra loro le modificazioni nella composizione chimica dell’uva nel corso della maturazione, confrontare la cinetica della maturazione da un’annata all’altra (in funzione delle condizioni metereologiche), confrontare l’evoluzione di un vigneto rispetto ad un altro (in funzione del Terroir) e prevederne la data di maturazione fissando quindi l’inizio della vendemmia.

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Duca
L’Etna

Il territorio etneo con le sue caratteristiche pedoclimatiche uniche al mondo ha attirato l’attenzione di Duca di Salaparuta molti anni fa. Nel 2001 qui è stata acquistata la Tenuta di Vajasindi in frazione Passopisciaro, nel Comune di Castiglione di Sicilia, con l’obiettivo di avviare un’innovativa sperimentazione ispirata dal pensiero illuminato di un grande personaggio dell’enologia italiana, Giacomo Tachis: l’allevamento del Pinot Nero. Vitigno tipico del Nord Italia il Pinot Nero, secondo Tachis, poteva trovare nei terreni vulcanici e nelle altitudini dell’Etna un ambiente favorevole all’espressione di sfumature originali e inedite. Per primi dunque abbiamo deciso di piantumare questo vitigno sulle pendici del Vulcano e dopo 5 anni di assestamento nel nuovo ambiente la vigna ha iniziato a produrre un vino che negli anni si è sviluppato, fino a mostrare a pieno le sue potenzialità. Oggi la vigna è nel pieno del suo vigore ed è pronta a produrre uve di qualità eccellente. Il Pinot Nero che nasce qui è un vino ricco di venature minerali, dono della composizione lavica del terreno, intenso  e deciso ma che conserva la freschezza tipica del vitigno allevato in latitudini più classiche.

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Duca
Il clima

Il clima sta cambiando in tutto il mondo e la Sicilia non fa eccezione. Le estati sempre più umide e calde e le piogge violente e improvvise mettono in difficoltà chi per secoli ha coltivato i vitigni autoctoni, per natura abituati ad un clima mediterraneo. Duca di Salaparuta studia da molto tempo il cambiamento climatico in atto e in base a questi studi ha scelto di acquistare le sue Tenute in territori che avessero delle caratteristiche specifiche di altitudine, capacità di drenaggio del terreno, aerazione, escursione termica e irradiazione solare. Questo ha il vantaggio di offrire un ambiente accogliente e naturalmente salubre per i vitigni selezionati per l’allevamento (come il nerello Mascalese, particolarmente resistente alla pioggia), con una notevole riduzione delle criticità in vigna e una cura non invasiva del terreno e della pianta. L’esperienza in altri territori e gli studi condotti consentono ai tecnici Duca di Salaparuta di offrire una preziosa consulenza anche ai Conferitori che in questo modo ricevono gli strumenti necessari a gestire la nuova percentuale di precipitazioni, trattando al meglio la pianta e lavorando la vigna nel modo adatto.

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Duca
La pota verde

Nella gestione della vigna la pota verde integra il lavoro di potatura invernale e comprende tutti quegli interventi manuali che permettono di regolare lo sviluppo della chioma della vite, equilibrando il rapporto tra superficie fogliare e produzione. Questa pratica consente di valorizzare i tralci più adatti e soprattutto di creare un ambiente adeguato alla maturazione corretta dei grappoli attraverso la regolazione del loro numero, della loro disposizione e della loro esposizione.

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Duca
La defogliazione

Inizialmente le foglie della vite servono a proteggere il grappolo appena nato dovendo però consentire la penetrazione della luce e dell’aria, che garantiscono la salubrità dell’uva. Quando il colore degli acini comincia a cambiare e il grappolo si colora è necessario intervenire manualmente, il grappolo infatti va scoperto, ma non eccessivamente, per permetterne la corretta maturazione, evitare la formazione di muffe e per intervenire direttamente sul grappolo in caso di malattia. Evitare che si creino zone troppo fitte di vegetazione tra i filari aiuta a proteggere la vite e, ancora una volta, consente di intervenire solo se e dove è necessario in modo mirato.

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Duca
Corvo
I controlli in vigna

Duca di Salaparuta affianca all’esperienza dell’agronomo il lavoro di laboratorio, impiegando le più moderne tecnologie per monitorare la salute della pianta e del terreno in ogni fase del ciclo produttivo, riducendo così le problematiche e favorendo interventi tempestivi e mirati. Ogni giorno un uomo Duca di Salaparuta parte dalla Cantina e si muove in tutta l’Isola seguendo le diverse fasi di maturazione del frutto e prelevando campioni nelle vigne di proprietà e in quelle dei Conferitori perché vengano analizzati. Oltre ad analizzare i micro elementi del terreno viene controllato anche l’apparato fogliare per assicurarci che la pianta assimili correttamente le sostanze presenti nel terreno. Inoltre, i frequenti controlli a campione ci permettono di verificare la presenza di qualsiasi tipo di sostanza non conforme sia nelle vigne di nostra proprietà sia in quelle dei Conferitori Corvo. Questo non solo garantisce il mantenimento di un corretto equilibrio ambientale ma tutela la natura del terreno e della vite.

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Corvo
Florio
I conferitori

Duca di Salaparuta ha rapporti di lungo corso con una serie di Conferitori che da ogni parte dell’Isola forniscono le uve per i vini Corvo e Florio. Il lavoro dei Conferitori viene monitorato in tutte le fasi di crescita del frutto ma questi vengono anche consigliati con attenzione durante tutto l’anno dai tecnici Duca di Salaparuta, che offrono un supporto costante nella gestione della vigna e delle eventuali problematiche. Se le uve, all’arrivo in Cantina, non rientrano nei parametri fissati dall’Azienda e dalla legge, vengono rifiutate senza appello. Il rapporto di fiducia instaurato in molti anni di lavoro ha però ridotto drasticamente le problematiche.

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Duca
Corvo
Multiplex

Una delle tecnologie impiegate per la misurazione dei costituenti nelle piante da Duca di Salaparuta è Multiplex, basato sull’utilizzo di un sensore ottico che misura la fluorescenza di foglie e frutti. Questo strumento di diagnostica e di gestione fornisce una miglior informazione circa la condizione fisiologica delle piante e il loro funzionamento, permettendo di valutare la maturazione fenolica delle uve. Le indicazioni, che si ottengono in tempo reale, permettono di intervenire tempestivamente sul vigneto. In più l’analisi, oltre ad essere puntuale, è più omogenea e su larga scala, non distruttiva, e unita all’analisi di laboratorio ci fornisce un quadro completo, permettendoci di vendemmiare nel momento migliore ogni zona della vigna.

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Duca
Corvo
L’impiego del freddo

Le alte temperature tipiche dell’Isola e la mancata prossimità tra le vigne e le Cantine di vinificazione ha reso necessario l’impiego del freddo per garantire un elevato standard qualitativo del frutto. La macchina del freddo, infatti, è in grado di abbassare anche di 20° la temperatura dell’uva vendemmiata, assicurando così il “blocco biochimico” dei processi come le fermentazioni spontanee post-raccolta, l’ossidazione dei precursori aromatici o l’ossidazione della componente fenolica dell’uva. Le uve appena raccolte vengono raffreddate direttamente in campagna e subito trasportate in Cantina, in questo modo, bloccando il processo fermentativo, riusciamo a mantenere intatti i profumi e gli aromi del frutto e le caratteristiche della pianta. In realtà però la tecnologia del freddo accompagna tutto il processo produttivo. Il controllo della temperatura nei vari passaggi, evitando sbalzi termici, consente infatti di eludere una serie di criticità e di esaltare appieno le caratteristiche naturali di ogni vitigno.

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Duca
Corvo
L’arrivo in cantina

Solo le uve che hanno passato i controlli vengono alla fine scaricate per la diraspatura. Ogni camion di uva e ogni vitigno viene diraspato e lavorato singolarmente. Questo permette a Duca di Salaparuta di seguire l’evoluzione di ogni territorio e di ogni vitigno, che solo in un secondo momento verrà eventualmente assemblato.

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Duca
Corvo
Florio
I controlli delle uve in cantina

Le uve destinate a diventare un vino Corvo, Duca di Salaparuta o Florio, vengono sottoposte a stretti controlli già in vigna. Duca di Salaparuta però, in un’ottica sempre più orientata alla tutela del consumatore, si è dotata di modernissimi sistemi di controllo e monitoraggio della materia prima che giunge in Cantina, per garantirne la conformità alle leggi in vigore. A queste attività di laboratorio si affianca anche il lavoro e l’esperienza del Team Tecnico che valuta la qualità delle uve non solo dal punto di vista della salubrità ma anche con occhio enologico, riservandosi la possibilità di rifiutare un lotto conforme dal punto di vista analitico ma non ritenuto comunque adatto ai nostri standard. Ogni partita di uva vendemmiata per Duca di Salaparuta dunque ha la garanzia del giudizio qualitativo del nostro Agronomo e del nostro Enologo così come viene valutata durante la maturazione e prima della raccolta dal Controllo Qualità Duca di Salaparuta.

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Duca
Corvo
Florio
La pressatura

La pressatura è il procedimento attraverso cui le uve, dopo la spremitura, vengono schiacciate con una pressa, separando la parte liquida (mosto o vino) da quella solida dell’acino (vinacce). Nella vinificazione in rosso la pressatura viene applicata dopo la macerazione delle uve con le bucce, mentre per i vini bianchi si effettua sulle uve fresche. La pressatura soffice delle uve a bacca bianca, permette di raccogliere il primo liquido, il cosiddetto vino fiore, il più nobile. Esistono infatti diverse fasi di pressatura dalle quali si ottiene un prodotto via via meno pregiato. Duca di Salaparuta ha studiato in modo approfondito questo delicato passaggio e ha definito un programma di pressatura automatizzato personalizzato per ogni cultivar, in questo modo si sostiene il corretto svolgimento del processo per garantire una qualità costante durante tutto lo svolgimento dell’operazione, ottenendo un prodotto uniforme e quindi un buon risultato finale. Questa attenzione ha dunque lo scopo di preservare inalterate tutte le caratteristiche del frutto e di tutelarne le peculiarità nel bicchiere.

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Duca
Corvo
Florio
La macerazione

Uno dei processi della vinificazione è la macerazione. Questo sistema, impiegato principalmente per la vinificazione delle uve a bacca rossa, si basa sul fatto che le bucce vengono conservate a contatto del mosto nel processo di fermentazione. La macerazione delle uve rosse contribuisce a dare al vino il suo colore peculiare, oltre che a renderlo particolarmente ricco di polifenoli e di aromi. Questo processo, in genere di breve durata, viene costantemente monitorato ed è particolarmente importante perché contribuisce a mantenere intatti i tannini, che doneranno al vino la sua struttura, e a preservare tutti i profumi tipici del vitigno. Duca di Salaparuta utilizza la macerazione anche per alcune uve a bacca bianca come il Moscato e lo Zibibbo che diventeranno vini Florio.

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Duca
Corvo
Florio
I sistemi di qualità automatizzati

Grandi investimenti sono stati fatti in termini di automazione e qualità del lavoro all’interno delle Cantine Duca di Salaparuta. Tutti i processi produttivi, dall’arrivo in Cantina di vinificazione delle uve fino allo stoccaggio del prodotto finito, sono stati sottoposti ad un’avanzatissima supervisione informatica che assicura una perfetta tracciabilità del prodotto. Tutte le fasi enologiche sono automatizzate e monitorate da un sistema informatico all’avanguardia, che diventa il diario dettagliato dell’enologo, così come i sistemi di sanificazione degli impianti che assicurano processi enologici “puliti” e garantiscono la perfetta sterilizzazione dei serbatoi dopo ogni lavorazione. Anche il freddo e il mantenimento della giusta temperatura vengono garantiti lungo tutta la filiera da sistemi elettronici, così come sono garantiti la corretta gestione dei serbatoi e dell’imbottigliamento. L’impiego di queste tecnologie ci consente di ridurre al minimo le anomalie produttive, a tutela del consumatore, e di offrire la migliore espressione di ogni territorio.

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Duca
Corvo
Florio
I tappi

Duca di Salaparuta sceglie il tappo perfetto a seconda del tipo di vino, della sua longevità, delle sue caratteristiche organolettiche e del tipo di bottiglia utilizzata. Tappi monopezzo in sughero naturale portoghese per i vini fermi, tappi in sughero agglomerato per i vini bianchi da bere giovani, birondellati per gli spumanti… Ogni vino ha il suo tappo. Ogni piccolo lotto di tappi è verificato sia mediante controlli chimici-microbiologici sia attraverso panel di degustazione da parte del Team Tecnico. L’accettazione del lotto di tappi si basa sulla combinazione di tutte le verifiche effettuate, che hanno come obiettivo quello di garantire sempre la massima qualità e di ridurre al minimo l’incidenza del sentore di tappo. La scelta del fornitore migliore si rivela determinante ma non sufficiente, i tappi vanno analizzati da un occhio enologico, analitico, critico e innovativo grazie anche alle tecnologie più moderne offerte dal mercato.

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Duca
Corvo
Florio
L’artigianalità

Nonostante l’importanza dell’innovazione tecnologica, nella genesi di un vino storico o nella creazione di un nuovo vino rimane centrale il lavoro dell’uomo, che vive ogni giorno a stretto contatto con l’uva, curandone l’evoluzione fino a renderla espressione chiara e piena di un territorio e materializzazione di una visione. Il know how consolidato negli anni, l’intuizione e l’intima conoscenza della vigna e del vitigno sono i dettagli che definiscono la personalità di un vino e che raccontano una storia a chi lo assapora. Il matrimonio tra la modernità e l’elemento umano determina il successo di un’Azienda, tuttavia poiché la la tecnologia è alla portata di ogni Azienda il vero elemento distintivo rimane l’individuo che con la sua personalità, la cultura e le sue visioni può fare davvero la storia dell’enologia.

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Duca
Corvo
Florio
La vigna

L’introduzione di sistemi di monitoraggio e studio della vite e del terreno rappresentano un importante tassello nella costruzione di un concetto moderno di naturalità. Un nuovo modo di vivere il lavoro in campagna, più attento e selettivo, che si allontana dall’idea di pensare la vigna come un’unica entità ma al contrario si concentra sulla singola pianta, che viene seguita e curata secondo le sue necessità e potenzialità. Questo lavoro intimo e capillare è però anche frutto di una conoscenza vecchia di secoli che si tramanda e che rimane insostituibile. L’esperienza e la manualità di chi vive il territorio e conosce ogni sfumatura della pianta si integrano quotidianamente ai più innovati sistemi di controllo per garantire la salubrità e la massima espressione del frutto in cantina.

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Duca
Corvo
Florio
Maturazione e affinamento

Il tempo ha un ruolo di primo piano in enologia. Il rispetto dei tempi della natura prima e la pazienza per i ritmi evolutivi di ogni vino poi, sono fondamentali per l’equilibrio del prodotto. Che si tratti di un vino bianco da bere giovane come Corvo Glicine, di un grande rosso da invecchiamento come Duca Enrico o di un vino potenzialmente eterno come un marsala Florio, il tempo giusto per ogni vino è quello dettato dal vino stesso. La lenta evoluzione in botte, all’interno delle Cantine di Marsala o di Casteldaccia, e il necessario affinamento in bottiglia prima della messa in commercio garantiscono infatti un prodotto dalla personalità integra e definita. In particolare per i marsala Florio il tempo rappresenta un alleato prezioso che conferisce sfumature e ricchezze inedite a vini che non temono il passare degli anni e il contatto con l’ossigeno.

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Duca
Il Batonnage

La tecnica del Batonnage consiste nel “rimescolare” le fecce fini alla massa del vino in affinamento nelle barrique, questo allo scopo di conferire più complessità olfattiva e una maggiore intensità palatale  ai vini. E’ un passaggio importante soprattutto per i vini bianchi come Bianca di Valguarnera e alcuni rossi, come Duca Enrico e Nawari, che nei primi mesi maturano a contatto con i propri lieviti. Tradizionalmente realizzata utilizzando un attrezzo o un bastone il cui movimento permette di agitare il vino, e far quindi risalire la feccia depositatatasi precedentemente sul fondo del recipiente, nelle Cantine Duca di Salaparuta viene realizzata con il sistema Stop & Roll. Grazie a questo sistema innovativo i cantinieri possono agevolmente girare a mano le botti ogni due o tre giorni, per i primi tre mesi di vita del vino, rimettendo in moto i lieviti. Inoltre, questo procedimento si dimostra utile per ridurre le scolmature della barrique. Anche se la botte è tappata infatti il vino è soggetto ad una minima evaporazione ed è quindi necessario rabboccarlo.

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Florio
Il mosto

Florio prepara artigianalmente il mosto utilizzato per la produzione dei suoi storici marsala. Il mosto è un composto liquido, non ancora fermentato, che si ottiene dalla pigiatura dell’uva e costituito principalmente da acqua e zuccheri naturali dell’uva. Il mosto è di basilare importanza per la definizione dei profumi e del tenore zuccherino di vini come Targa 1840, Donna Franca e Baglio Florio, per questo Duca di Salaparuta ha scelto di farlo realizzare ai propri tecnici nelle Cantine di Marsala. Il nostro mosto caratterizza in modo unico i nostri prodotti e li rende immediatamente riconoscibili.

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Duca
La scelta del Terroir

Acquistando le Tenute Duca di Salaparuta ha scelto il territorio più adatto per ogni vitigno selezionato. La scelta del miglior Terroir, in zone tendenzialmente collinari, ben esposte ai venti, salubri e soleggiate, ha permesso ad ogni vigna di produrre il proprio frutto nelle condizioni naturalmente più adatte, senza forzature. Da qui Duca di Salaparuta parte per ridurre allo stretto necessario gli interventi sanitari sulla vite e sviluppare un nuovo concetto di sostenibilità.

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Duca
La zonazione

Con l’acquisto delle Tenute di proprietà Duca di Salaparuta ha lavorato sempre di più sul concetto di zonazione, che in Sicilia è supportato da una eterogeneità e biodiversità notevoli, studiando quei fattori unici di ogni Terroir che definiscono le caratteristiche qualitative di una produzione vinicola. Questo ci aiuta ad assicurare non solo un frutto che esprime al meglio i suoi caratteri ma difende il concetto di biodiversità di cui l’Isola rappresenta un esempio eccezionale. Nel mondo agronomico i biotipi sono identici vitigni che, evolvendosi in ambienti diversi, possono sviluppare delle differenze morfologiche e/o biologiche. La scelta del Terroir e le pratiche vinicole applicate sono quindi fondamentali per determinare le peculiarità dei prodotti, che variano in base alla plasticità enologica del vitigno. La scelta di coltivare un vitigno in una zona piuttosto che in un’altra offre dei risultati molto differenti e anche all’interno della stessa vigna le diversità possono essere notevoli, perché il Terroir presenta caratteristiche uniche e peculiari anche a pochi metri di distanza. All’interno delle stessa Tenuta quindi si potranno vendemmiare uve che daranno origine a vini dalla personalità eterogenea. A partire dalla vendemmia 2015 inoltre Duca di Salaparuta, attraverso due tipologie d’indagine – una tradizionale e una sperimentale, ha iniziato un ulteriore percorso conoscitivo dei suoi Terroir con questi obiettivi: seguire e collegare tra loro le modificazioni nella composizione chimica dell’uva nel corso della maturazione, confrontare la cinetica della maturazione da un’annata all’altra (in funzione delle condizioni metereologiche), confrontare l’evoluzione di un vigneto rispetto ad un altro (in funzione del Terroir) e prevederne la data di maturazione fissando quindi l’inizio della vendemmia.

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L’Etna

Il territorio etneo con le sue caratteristiche pedoclimatiche uniche al mondo ha attirato l’attenzione di Duca di Salaparuta molti anni fa. Nel 2001 qui è stata acquistata la Tenuta di Vajasindi in frazione Passopisciaro, nel Comune di Castiglione di Sicilia, con l’obiettivo di avviare un’innovativa sperimentazione ispirata dal pensiero illuminato di un grande personaggio dell’enologia italiana, Giacomo Tachis: l’allevamento del Pinot Nero. Vitigno tipico del Nord Italia il Pinot Nero, secondo Tachis, poteva trovare nei terreni vulcanici e nelle altitudini dell’Etna un ambiente favorevole all’espressione di sfumature originali e inedite. Per primi dunque abbiamo deciso di piantumare questo vitigno sulle pendici del Vulcano e dopo 5 anni di assestamento nel nuovo ambiente la vigna ha iniziato a produrre un vino che negli anni si è sviluppato, fino a mostrare a pieno le sue potenzialità. Oggi la vigna è nel pieno del suo vigore ed è pronta a produrre uve di qualità eccellente. Il Pinot Nero che nasce qui è un vino ricco di venature minerali, dono della composizione lavica del terreno, intenso  e deciso ma che conserva la freschezza tipica del vitigno allevato in latitudini più classiche.

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Duca
Il clima

Il clima sta cambiando in tutto il mondo e la Sicilia non fa eccezione. Le estati sempre più umide e calde e le piogge violente e improvvise mettono in difficoltà chi per secoli ha coltivato i vitigni autoctoni, per natura abituati ad un clima mediterraneo. Duca di Salaparuta studia da molto tempo il cambiamento climatico in atto e in base a questi studi ha scelto di acquistare le sue Tenute in territori che avessero delle caratteristiche specifiche di altitudine, capacità di drenaggio del terreno, aerazione, escursione termica e irradiazione solare. Questo ha il vantaggio di offrire un ambiente accogliente e naturalmente salubre per i vitigni selezionati per l’allevamento (come il nerello Mascalese, particolarmente resistente alla pioggia), con una notevole riduzione delle criticità in vigna e una cura non invasiva del terreno e della pianta. L’esperienza in altri territori e gli studi condotti consentono ai tecnici Duca di Salaparuta di offrire una preziosa consulenza anche ai Conferitori che in questo modo ricevono gli strumenti necessari a gestire la nuova percentuale di precipitazioni, trattando al meglio la pianta e lavorando la vigna nel modo adatto.

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La pota verde

Nella gestione della vigna la pota verde integra il lavoro di potatura invernale e comprende tutti quegli interventi manuali che permettono di regolare lo sviluppo della chioma della vite, equilibrando il rapporto tra superficie fogliare e produzione. Questa pratica consente di valorizzare i tralci più adatti e soprattutto di creare un ambiente adeguato alla maturazione corretta dei grappoli attraverso la regolazione del loro numero, della loro disposizione e della loro esposizione.

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La defogliazione

Inizialmente le foglie della vite servono a proteggere il grappolo appena nato dovendo però consentire la penetrazione della luce e dell’aria, che garantiscono la salubrità dell’uva. Quando il colore degli acini comincia a cambiare e il grappolo si colora è necessario intervenire manualmente, il grappolo infatti va scoperto, ma non eccessivamente, per permetterne la corretta maturazione, evitare la formazione di muffe e per intervenire direttamente sul grappolo in caso di malattia. Evitare che si creino zone troppo fitte di vegetazione tra i filari aiuta a proteggere la vite e, ancora una volta, consente di intervenire solo se e dove è necessario in modo mirato.

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Corvo
I controlli in vigna

Duca di Salaparuta affianca all’esperienza dell’agronomo il lavoro di laboratorio, impiegando le più moderne tecnologie per monitorare la salute della pianta e del terreno in ogni fase del ciclo produttivo, riducendo così le problematiche e favorendo interventi tempestivi e mirati. Ogni giorno un uomo Duca di Salaparuta parte dalla Cantina e si muove in tutta l’Isola seguendo le diverse fasi di maturazione del frutto e prelevando campioni nelle vigne di proprietà e in quelle dei Conferitori perché vengano analizzati. Oltre ad analizzare i micro elementi del terreno viene controllato anche l’apparato fogliare per assicurarci che la pianta assimili correttamente le sostanze presenti nel terreno. Inoltre, i frequenti controlli a campione ci permettono di verificare la presenza di qualsiasi tipo di sostanza non conforme sia nelle vigne di nostra proprietà sia in quelle dei Conferitori Corvo. Questo non solo garantisce il mantenimento di un corretto equilibrio ambientale ma tutela la natura del terreno e della vite.

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Corvo
Florio
I conferitori

Duca di Salaparuta ha rapporti di lungo corso con una serie di Conferitori che da ogni parte dell’Isola forniscono le uve per i vini Corvo e Florio. Il lavoro dei Conferitori viene monitorato in tutte le fasi di crescita del frutto ma questi vengono anche consigliati con attenzione durante tutto l’anno dai tecnici Duca di Salaparuta, che offrono un supporto costante nella gestione della vigna e delle eventuali problematiche. Se le uve, all’arrivo in Cantina, non rientrano nei parametri fissati dall’Azienda e dalla legge, vengono rifiutate senza appello. Il rapporto di fiducia instaurato in molti anni di lavoro ha però ridotto drasticamente le problematiche.

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Corvo
Multiplex

Una delle tecnologie impiegate per la misurazione dei costituenti nelle piante da Duca di Salaparuta è Multiplex, basato sull’utilizzo di un sensore ottico che misura la fluorescenza di foglie e frutti. Questo strumento di diagnostica e di gestione fornisce una miglior informazione circa la condizione fisiologica delle piante e il loro funzionamento, permettendo di valutare la maturazione fenolica delle uve. Le indicazioni, che si ottengono in tempo reale, permettono di intervenire tempestivamente sul vigneto. In più l’analisi, oltre ad essere puntuale, è più omogenea e su larga scala, non distruttiva, e unita all’analisi di laboratorio ci fornisce un quadro completo, permettendoci di vendemmiare nel momento migliore ogni zona della vigna.

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Corvo
L’impiego del freddo

Le alte temperature tipiche dell’Isola e la mancata prossimità tra le vigne e le Cantine di vinificazione ha reso necessario l’impiego del freddo per garantire un elevato standard qualitativo del frutto. La macchina del freddo, infatti, è in grado di abbassare anche di 20° la temperatura dell’uva vendemmiata, assicurando così il “blocco biochimico” dei processi come le fermentazioni spontanee post-raccolta, l’ossidazione dei precursori aromatici o l’ossidazione della componente fenolica dell’uva. Le uve appena raccolte vengono raffreddate direttamente in campagna e subito trasportate in Cantina, in questo modo, bloccando il processo fermentativo, riusciamo a mantenere intatti i profumi e gli aromi del frutto e le caratteristiche della pianta. In realtà però la tecnologia del freddo accompagna tutto il processo produttivo. Il controllo della temperatura nei vari passaggi, evitando sbalzi termici, consente infatti di eludere una serie di criticità e di esaltare appieno le caratteristiche naturali di ogni vitigno.

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Corvo
L’arrivo in cantina

Solo le uve che hanno passato i controlli vengono alla fine scaricate per la diraspatura. Ogni camion di uva e ogni vitigno viene diraspato e lavorato singolarmente. Questo permette a Duca di Salaparuta di seguire l’evoluzione di ogni territorio e di ogni vitigno, che solo in un secondo momento verrà eventualmente assemblato.

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I controlli delle uve in cantina

Le uve destinate a diventare un vino Corvo, Duca di Salaparuta o Florio, vengono sottoposte a stretti controlli già in vigna. Duca di Salaparuta però, in un’ottica sempre più orientata alla tutela del consumatore, si è dotata di modernissimi sistemi di controllo e monitoraggio della materia prima che giunge in Cantina, per garantirne la conformità alle leggi in vigore. A queste attività di laboratorio si affianca anche il lavoro e l’esperienza del Team Tecnico che valuta la qualità delle uve non solo dal punto di vista della salubrità ma anche con occhio enologico, riservandosi la possibilità di rifiutare un lotto conforme dal punto di vista analitico ma non ritenuto comunque adatto ai nostri standard. Ogni partita di uva vendemmiata per Duca di Salaparuta dunque ha la garanzia del giudizio qualitativo del nostro Agronomo e del nostro Enologo così come viene valutata durante la maturazione e prima della raccolta dal Controllo Qualità Duca di Salaparuta.

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La pressatura

La pressatura è il procedimento attraverso cui le uve, dopo la spremitura, vengono schiacciate con una pressa, separando la parte liquida (mosto o vino) da quella solida dell’acino (vinacce). Nella vinificazione in rosso la pressatura viene applicata dopo la macerazione delle uve con le bucce, mentre per i vini bianchi si effettua sulle uve fresche. La pressatura soffice delle uve a bacca bianca, permette di raccogliere il primo liquido, il cosiddetto vino fiore, il più nobile. Esistono infatti diverse fasi di pressatura dalle quali si ottiene un prodotto via via meno pregiato. Duca di Salaparuta ha studiato in modo approfondito questo delicato passaggio e ha definito un programma di pressatura automatizzato personalizzato per ogni cultivar, in questo modo si sostiene il corretto svolgimento del processo per garantire una qualità costante durante tutto lo svolgimento dell’operazione, ottenendo un prodotto uniforme e quindi un buon risultato finale. Questa attenzione ha dunque lo scopo di preservare inalterate tutte le caratteristiche del frutto e di tutelarne le peculiarità nel bicchiere.

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La macerazione

Uno dei processi della vinificazione è la macerazione. Questo sistema, impiegato principalmente per la vinificazione delle uve a bacca rossa, si basa sul fatto che le bucce vengono conservate a contatto del mosto nel processo di fermentazione. La macerazione delle uve rosse contribuisce a dare al vino il suo colore peculiare, oltre che a renderlo particolarmente ricco di polifenoli e di aromi. Questo processo, in genere di breve durata, viene costantemente monitorato ed è particolarmente importante perché contribuisce a mantenere intatti i tannini, che doneranno al vino la sua struttura, e a preservare tutti i profumi tipici del vitigno. Duca di Salaparuta utilizza la macerazione anche per alcune uve a bacca bianca come il Moscato e lo Zibibbo che diventeranno vini Florio.

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I sistemi di qualità automatizzati

Grandi investimenti sono stati fatti in termini di automazione e qualità del lavoro all’interno delle Cantine Duca di Salaparuta. Tutti i processi produttivi, dall’arrivo in Cantina di vinificazione delle uve fino allo stoccaggio del prodotto finito, sono stati sottoposti ad un’avanzatissima supervisione informatica che assicura una perfetta tracciabilità del prodotto. Tutte le fasi enologiche sono automatizzate e monitorate da un sistema informatico all’avanguardia, che diventa il diario dettagliato dell’enologo, così come i sistemi di sanificazione degli impianti che assicurano processi enologici “puliti” e garantiscono la perfetta sterilizzazione dei serbatoi dopo ogni lavorazione. Anche il freddo e il mantenimento della giusta temperatura vengono garantiti lungo tutta la filiera da sistemi elettronici, così come sono garantiti la corretta gestione dei serbatoi e dell’imbottigliamento. L’impiego di queste tecnologie ci consente di ridurre al minimo le anomalie produttive, a tutela del consumatore, e di offrire la migliore espressione di ogni territorio.

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Florio
I tappi

Duca di Salaparuta sceglie il tappo perfetto a seconda del tipo di vino, della sua longevità, delle sue caratteristiche organolettiche e del tipo di bottiglia utilizzata. Tappi monopezzo in sughero naturale portoghese per i vini fermi, tappi in sughero agglomerato per i vini bianchi da bere giovani, birondellati per gli spumanti… Ogni vino ha il suo tappo. Ogni piccolo lotto di tappi è verificato sia mediante controlli chimici-microbiologici sia attraverso panel di degustazione da parte del Team Tecnico. L’accettazione del lotto di tappi si basa sulla combinazione di tutte le verifiche effettuate, che hanno come obiettivo quello di garantire sempre la massima qualità e di ridurre al minimo l’incidenza del sentore di tappo. La scelta del fornitore migliore si rivela determinante ma non sufficiente, i tappi vanno analizzati da un occhio enologico, analitico, critico e innovativo grazie anche alle tecnologie più moderne offerte dal mercato.

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Duca
Corvo
Florio
L’artigianalità

Nonostante l’importanza dell’innovazione tecnologica, nella genesi di un vino storico o nella creazione di un nuovo vino rimane centrale il lavoro dell’uomo, che vive ogni giorno a stretto contatto con l’uva, curandone l’evoluzione fino a renderla espressione chiara e piena di un territorio e materializzazione di una visione. Il know how consolidato negli anni, l’intuizione e l’intima conoscenza della vigna e del vitigno sono i dettagli che definiscono la personalità di un vino e che raccontano una storia a chi lo assapora. Il matrimonio tra la modernità e l’elemento umano determina il successo di un’Azienda, tuttavia poiché la la tecnologia è alla portata di ogni Azienda il vero elemento distintivo rimane l’individuo che con la sua personalità, la cultura e le sue visioni può fare davvero la storia dell’enologia.

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Corvo
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La vigna

L’introduzione di sistemi di monitoraggio e studio della vite e del terreno rappresentano un importante tassello nella costruzione di un concetto moderno di naturalità. Un nuovo modo di vivere il lavoro in campagna, più attento e selettivo, che si allontana dall’idea di pensare la vigna come un’unica entità ma al contrario si concentra sulla singola pianta, che viene seguita e curata secondo le sue necessità e potenzialità. Questo lavoro intimo e capillare è però anche frutto di una conoscenza vecchia di secoli che si tramanda e che rimane insostituibile. L’esperienza e la manualità di chi vive il territorio e conosce ogni sfumatura della pianta si integrano quotidianamente ai più innovati sistemi di controllo per garantire la salubrità e la massima espressione del frutto in cantina.

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Corvo
Florio
Maturazione e affinamento

Il tempo ha un ruolo di primo piano in enologia. Il rispetto dei tempi della natura prima e la pazienza per i ritmi evolutivi di ogni vino poi, sono fondamentali per l’equilibrio del prodotto. Che si tratti di un vino bianco da bere giovane come Corvo Glicine, di un grande rosso da invecchiamento come Duca Enrico o di un vino potenzialmente eterno come un marsala Florio, il tempo giusto per ogni vino è quello dettato dal vino stesso. La lenta evoluzione in botte, all’interno delle Cantine di Marsala o di Casteldaccia, e il necessario affinamento in bottiglia prima della messa in commercio garantiscono infatti un prodotto dalla personalità integra e definita. In particolare per i marsala Florio il tempo rappresenta un alleato prezioso che conferisce sfumature e ricchezze inedite a vini che non temono il passare degli anni e il contatto con l’ossigeno.

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Duca
Il Batonnage

La tecnica del Batonnage consiste nel “rimescolare” le fecce fini alla massa del vino in affinamento nelle barrique, questo allo scopo di conferire più complessità olfattiva e una maggiore intensità palatale  ai vini. E’ un passaggio importante soprattutto per i vini bianchi come Bianca di Valguarnera e alcuni rossi, come Duca Enrico e Nawari, che nei primi mesi maturano a contatto con i propri lieviti. Tradizionalmente realizzata utilizzando un attrezzo o un bastone il cui movimento permette di agitare il vino, e far quindi risalire la feccia depositatatasi precedentemente sul fondo del recipiente, nelle Cantine Duca di Salaparuta viene realizzata con il sistema Stop & Roll. Grazie a questo sistema innovativo i cantinieri possono agevolmente girare a mano le botti ogni due o tre giorni, per i primi tre mesi di vita del vino, rimettendo in moto i lieviti. Inoltre, questo procedimento si dimostra utile per ridurre le scolmature della barrique. Anche se la botte è tappata infatti il vino è soggetto ad una minima evaporazione ed è quindi necessario rabboccarlo.

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Florio
Il mosto

Florio prepara artigianalmente il mosto utilizzato per la produzione dei suoi storici marsala. Il mosto è un composto liquido, non ancora fermentato, che si ottiene dalla pigiatura dell’uva e costituito principalmente da acqua e zuccheri naturali dell’uva. Il mosto è di basilare importanza per la definizione dei profumi e del tenore zuccherino di vini come Targa 1840, Donna Franca e Baglio Florio, per questo Duca di Salaparuta ha scelto di farlo realizzare ai propri tecnici nelle Cantine di Marsala. Il nostro mosto caratterizza in modo unico i nostri prodotti e li rende immediatamente riconoscibili.

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