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La vendemmia al cinema: 3 film da degustare

Una lunga liason, quella tra vino e cinema, che ci ha regalato pellicole indimenticabili come A Good Year, Sideways, French Kiss, e molte altre. Alcune parlano direttamente di vino, altre ne fanno un co-protagonista indispensabile per il plot e altre ancora raccontano della vendemmia.

Poiché la raccolta dell’uva è iniziata da qualche tempo, per celebrare questo momento, vogliamo suggerirvi nella vastissima filmografia sul vino tre pellicole sulla vendemmia che ogni wine lover dovrebbe conoscere.

 

Il rituale della vendemmia

La vendemmia porta con sé un grande fascino senza tempo. Se nel mondo antico il vino era considerato un dono degli dei, la vendemmia era il rito che metteva in contatto l’uomo con il divino, un periodo di festa.

 

Era il momento in cui tutti si ritrovavano nelle vigne. Tra i filari si scherzava e l’assaggio era d’obbligo. La raccolta veniva poi seguita da un ricco banchetto, fatto di piatti speciali preparati per l’occasione, una lunga festa che concludeva le faticose settimane di lavoro, fatta di racconti e di brindisi al vino che sarebbe arrivato.

 

Questo momento di passaggio dal sogno di una buona annata alla raccolta dei frutti di un duro anno di lavoro rappresenta l’unione più profonda tra uomo e natura, significato che il grande schermo non poteva certamente ignorare.

Ed eccoci allora con i 3 sulla vendemmia da non perdere:

 

  • Il Profumo del mostro selvatico

Diretto dal regista messicano Alfonso Arau, il lungometraggio del 1995 racconta di una bellissima storia d’amore che si svolge tra tramonti californiani, passioni e vendemmie. Paul, un rappresentante di cioccolatini reduce della Seconda Guerra Mondiale, durante un viaggio in treno incontra Victoria, figlia di un ricco viticoltore della Napa Valley. La ragazza aspetta un figlio illegittimo e convince il giovane ad accompagnarla a casa per fingersi suo marito e affrontare il padre, un uomo dispotico e tradizionalista. Quello che nasce solo come un accordo tra i due si trasforma in qualcosa di profondo ed è proprio durante la vendemmia che Paul riscopre la passione perduta per la vita dopo gli orrori della guerra, e scopre quella per Victoria.

 

Se potessimo identificare queste scene con un vino, sarebbe di sicuro Passo delle Mule, il Nero d’Avola Duca di Salaparuta suadente come i balli della festa della pigiatura, che risvegliano in Paul desideri assopiti. Raccolto sulle sinuose e ventilate colline della Tenuta di Suor Marchesa, nell’entroterra della Sicilia del sud, Passo delle Mule è un vino straordinariamente vellutato e di grande freschezza al palato, pronto a sedurre per sempre ogni wine lover.

 

  • I Giorni della vendemmia

Nel film I giorni della vendemmia, opera prima di Marco Righi, la vendemmia fa da sfondo alle scoperte giovanili del protagonista Elia. È il 1984 di una campagna emiliana, nota per la commistione tra un fervente socialismo nostrano e un cattolicesimo austero, che si ripercuote prepotentemente nelle quotidianità delle famiglie. Questa è la routine di Elia fino all’arrivo di Emilia, una giovane presuntuosa e disinvolta tornata per un periodo nella casa dei nonni, che aiuta la famiglia di Elia occupata nella vendemmia. Proprio tra i filari della vigna, Elia conoscerà l’universo femminile attraverso Emilia, vivendo i tipici turbamenti giovanili fatti di pulsioni erotiche, crisi di ideologie e frustrazioni. La vendemmia fa da cornice a questi sconvolgimenti proprio perché simboleggia una fase di grandi trasformazioni.

 

Il vino perfetto per accompagnare questo film è Calanìca Grillo, il bianco dalla personalità moderna e conviviale che conserva nel calice l’anima del vitigno e una fresca vivacità.

 

  • Ritorno In Borgogna

In questo film Cédric Klapisch (regista de L’appartamento Spagnolo) torna ancora una volta a farci degustare i tormenti interiori che provocano i sentimenti. Jean, il figliol prodigo di una famiglia di viticoltori, torna in Francia dall’ Australia dopo aver appreso che suo padre è malato. Juliette, la sorella, è felice di rivederlo, ma Jérémie non può fare a meno di chiedersi perché suo fratello, lontano 10 anni, non ha fatto ritorno a casa neanche per la morte della madre. Mentre la ragione di Jean per non essere presente al funerale della madre è plausibile (la nascita di un figlio nello stesso giorno del funerale), il suo allontanamento totale lo è molto meno. Ma non c’è tempo per il rancore: la morte del padre poco prima dell’inizio della vendemmia carica i fratelli di nuove responsabilità, tra le quali la necessità di raccogliere una grossa somma di denaro con la quale pagare le tasse di successione.

 

In questo film la vendemmia è protagonista di un percorso di redenzione dai fantasmi del passato. Riscoprire il legame con la vigna durante la raccolta e rivivere le tradizioni di famiglia portano Jean a riappropriarsi delle sue radici, proprio quelle da cui si era allontanato per un rapporto difficile col padre austero sempre troppo pretenzioso nei suoi riguardi. Nasce così una nuova storia familiare, pacificata e priva di risentimenti. Dopo un anno e dopo aver risolto tutte le questioni economiche e affettive, Jean farà ritorno in Australia, ma stavolta porterà con sé la sua storia.

 

Il tema che più emerge dalla narrazione è quello del contatto con la terra viva che dà inizio a un viaggio alla riscoperta di sé e delle proprie radici. In questo caso non possiamo fare a meno di pensare a Suolo Zibibbo, il nuovo vino Duca di Salaparuta che è la più sincera espressione del legame con il territorio da cui nasce, anzi, del suolo da cui prende vita, esattamente il N.5 del vigneto della Tenuta di Risignolo. In questa terra viva e fertile, lo Zibibbo sviluppa aromi intensi ed eleganti che si ritroveranno nel calice. Lo avete già provato?

 

E se di cinema si parla, non possiamo fare a meno di pensare a Corvo, protagonista sulle tavole di diverse pellicole, tra le quali alcuni Oscar.

Dalle commedie all’italiana come L’insegnante, fino a quelle cult come Febbre da Cavallo o Johnny Stecchino, la presenza di Corvo dimostra che è il vino principe della quotidianità moderna.

Ma non basta! Corvo, infatti, non si è lasciato scappare ruoli in pellicole più impegnate – come ne Il giorno della civetta, nel film I giudici con Ricky Tognazzi, o in Nuovo cinema Paradiso (Oscar per Giuseppe Tornatore) – che ci offrono vari spaccati antropologici della Sicilia in cui i vini Corvo non potevano certo mancare. E poi ovviamente La grande bellezza di Sorrentino, Oscar 2014 come miglior film straniero.

 

Insomma, quello tra Corvo e il cinema è un amore lungo che evidenzia come questo vino dal 1824 ad oggi sia entrato a far parte del nostro immaginario collettivo.

 

Voglia di sedervi comodi sul divano per vedere un film, vero? Buona visione wine lover!

 

 

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