Duca
Corvo
Quali sono i trend del vino nel 2020?

Dal Boom dei rosati fino alla moda del “Bring your own bottle”. Volete scoprire quali sono i trend del vino nel 2020? Ecco 5 tendenze che saranno protagoniste del nuovo anno!

1 – Il Boom dei vini rosati

Considerati da alcuni vini “artefatti”, i vini rosati sono invece frutto di tecniche di produzione sapienti. Se ancora ci fosse bisogno di chiarirlo il rosé non è un mix di vino rosso e vino bianco, ma si ottiene da una lavorazione più complessa, durante la quale il mosto viene lasciato sulle bucce per un breve periodo di tempo e tolto prima che queste possano liberare sul liquido tutte le antocianine, responsabili della caratteristica colorazione rossa.

Secondo la sommelier e wine blogger di Perlage Suite Chiara Bassi, il trend dei rosati si sta diffondendo in misura significativa grazie alla loro grande bevibilità e versatilità, che li rende perfetti per un aperitivo ma anche per un pasto leggero.

Superate quindi le vostre resistenze e preparatevi, perché il 2020 sarà l’anno dei vini rosati.

Il nostro suggerimento per un pranzo trendy con gli amici? Scegliete Corvo Rosa e farete sicuramente un figurone!

2 –  Parola d’ordine: ecosostenibilità

La sostenibilità ambientale è tutt’altro che una moda passeggera. Secondo il sommelier Peter Weltman, fondatore dell’associazione internazionale Borderless Wine, infatti, la sensibilità dei consumatori verso questo tema non rappresenta più una nicchia del settore, ma un vero e proprio trend mainstream. Secondo l’ Opportunities in sustainable, organic & lower alcohol wine 2019 report i consumatori, soprattutto i più giovani, ricercano un consumo sempre più consapevole in materia di vino e sono più sensibili al tema della produzione sostenibile.

Anche la scelta di un vino, dunque,  può essere un gesto di rispetto per la Natura. Ad esempio, i vini Duca di Salaparuta della Tenuta di Vajasindi, sono prodotti secondo una filosofia green, che impiega le tecnologie più avanzate e si affida ai rigidi controlli degli agronomi per ridurre al minimo gli interventi in vigna, a favore di una maggior salubrità dei terreni.

3 – La moda del “Bring Your Own Bottle”

Si chiama così, o più brevemente BYOB, un altro trend per il 2020.

Si tratta della moda – già diffusa in diversi mercati internazionali – di andare al ristorante portando la bottiglia di vino da casa. I ristoranti aperti a questa pratica mettono a disposizione un servizio professionale e i calici in cambio di una “cork fee” per la stappatura che, afferma Roberto Anesi, Miglior Sommelier d’Italia nel 2017 e Professionista dell’Anno 2019, può anche superare i 150€.

Unica avvertenza per praticare il BYOB ed evitare figuracce: assicuratevi che il ristorante sia disponibile ad adottare questa politica prima di presentarvi con il vostro vino preferito sottobraccio!

4 – I vini low ABV

Sono i vini a grado alcolico basso, compreso tra i 6 e gli 8.5, e sembra che il loro consumo sia in crescita nel 2020, soprattutto tra i wine lover più giovani. Il vino piace ai giovani anche più di birra e liquori, stando a una ricerca di Beer Marketer, una controtendenza che ribalta una situazione consolidata dagli anni ’90.

5 – Il vino diventa sempre più social

C’è qualcuno tra voi che non ha mai condiviso sui social una foto della bottiglia di vino aperta per un’occasione speciale… oppure uno scatto del calice goduto in un momento di meritato relax?

Beh, non siete rimasti in molti a quanto pare! Sono infatti oltre 51 milioni i post dedicati al vino pubblicati nel 2019 e 7 milioni i post che contenenti l’hashtag #winelover!

Il vino diventa sempre di più un’esperienza da vivere e condividere, nella vita reale come in quella virtuale. D’altronde cosa c’è di più condivisibile di una bottiglia di buon vino?

Al vostro prossimo post ricordatevi di utilizzare gli hashtag giusti e di taggare l’account Instagram e la pagina Facebook di Duca di Salaparuta per condividere con noi i vostri momenti più belli e le vostre opinioni sui vini.

Siete pronti a sperimentare i nuovi trend 2020?

 

 

 

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Duca
Corvo
I controlli in vigna

Duca di Salaparuta affianca all’esperienza dell’agronomo il lavoro di laboratorio, impiegando le più moderne tecnologie per monitorare la salute della pianta e del terreno in ogni fase del ciclo produttivo, riducendo così le problematiche e favorendo interventi tempestivi e mirati. Ogni giorno un uomo Duca di Salaparuta parte dalla Cantina e si muove in tutta l’Isola seguendo le diverse fasi di maturazione del frutto e prelevando campioni nelle vigne di proprietà e in quelle dei Conferitori perché vengano analizzati. Oltre ad analizzare i micro elementi del terreno viene controllato anche l’apparato fogliare per assicurarci che la pianta assimili correttamente le sostanze presenti nel terreno. Inoltre, i frequenti controlli a campione ci permettono di verificare la presenza di qualsiasi tipo di sostanza non conforme sia nelle vigne di nostra proprietà sia in quelle dei Conferitori Corvo. Questo non solo garantisce il mantenimento di un corretto equilibrio ambientale ma tutela la natura del terreno e della vite.

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Corvo
Florio
I conferitori

Duca di Salaparuta ha rapporti di lungo corso con una serie di Conferitori che da ogni parte dell’Isola forniscono le uve per i vini Corvo e Florio. Il lavoro dei Conferitori viene monitorato in tutte le fasi di crescita del frutto ma questi vengono anche consigliati con attenzione durante tutto l’anno dai tecnici Duca di Salaparuta, che offrono un supporto costante nella gestione della vigna e delle eventuali problematiche. Se le uve, all’arrivo in Cantina, non rientrano nei parametri fissati dall’Azienda e dalla legge, vengono rifiutate senza appello. Il rapporto di fiducia instaurato in molti anni di lavoro ha però ridotto drasticamente le problematiche.

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Duca
Corvo
Multiplex

Una delle tecnologie impiegate per la misurazione dei costituenti nelle piante da Duca di Salaparuta è Multiplex, basato sull’utilizzo di un sensore ottico che misura la fluorescenza di foglie e frutti. Questo strumento di diagnostica e di gestione fornisce una miglior informazione circa la condizione fisiologica delle piante e il loro funzionamento, permettendo di valutare la maturazione fenolica delle uve. Le indicazioni, che si ottengono in tempo reale, permettono di intervenire tempestivamente sul vigneto. In più l’analisi, oltre ad essere puntuale, è più omogenea e su larga scala, non distruttiva, e unita all’analisi di laboratorio ci fornisce un quadro completo, permettendoci di vendemmiare nel momento migliore ogni zona della vigna.

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Duca
Corvo
L’impiego del freddo

Le alte temperature tipiche dell’Isola e la mancata prossimità tra le vigne e le Cantine di vinificazione ha reso necessario l’impiego del freddo per garantire un elevato standard qualitativo del frutto. La macchina del freddo, infatti, è in grado di abbassare anche di 20° la temperatura dell’uva vendemmiata, assicurando così il “blocco biochimico” dei processi come le fermentazioni spontanee post-raccolta, l’ossidazione dei precursori aromatici o l’ossidazione della componente fenolica dell’uva. Le uve appena raccolte vengono raffreddate direttamente in campagna e subito trasportate in Cantina, in questo modo, bloccando il processo fermentativo, riusciamo a mantenere intatti i profumi e gli aromi del frutto e le caratteristiche della pianta. In realtà però la tecnologia del freddo accompagna tutto il processo produttivo. Il controllo della temperatura nei vari passaggi, evitando sbalzi termici, consente infatti di eludere una serie di criticità e di esaltare appieno le caratteristiche naturali di ogni vitigno.

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Duca
Corvo
L’arrivo in cantina

Solo le uve che hanno passato i controlli vengono alla fine scaricate per la diraspatura. Ogni camion di uva e ogni vitigno viene diraspato e lavorato singolarmente. Questo permette a Duca di Salaparuta di seguire l’evoluzione di ogni territorio e di ogni vitigno, che solo in un secondo momento verrà eventualmente assemblato.

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Duca
Corvo
Florio
I controlli delle uve in cantina

Le uve destinate a diventare un vino Corvo, Duca di Salaparuta o Florio, vengono sottoposte a stretti controlli già in vigna. Duca di Salaparuta però, in un’ottica sempre più orientata alla tutela del consumatore, si è dotata di modernissimi sistemi di controllo e monitoraggio della materia prima che giunge in Cantina, per garantirne la conformità alle leggi in vigore. A queste attività di laboratorio si affianca anche il lavoro e l’esperienza del Team Tecnico che valuta la qualità delle uve non solo dal punto di vista della salubrità ma anche con occhio enologico, riservandosi la possibilità di rifiutare un lotto conforme dal punto di vista analitico ma non ritenuto comunque adatto ai nostri standard. Ogni partita di uva vendemmiata per Duca di Salaparuta dunque ha la garanzia del giudizio qualitativo del nostro Agronomo e del nostro Enologo così come viene valutata durante la maturazione e prima della raccolta dal Controllo Qualità Duca di Salaparuta.

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Duca
Corvo
Florio
La pressatura

La pressatura è il procedimento attraverso cui le uve, dopo la spremitura, vengono schiacciate con una pressa, separando la parte liquida (mosto o vino) da quella solida dell’acino (vinacce). Nella vinificazione in rosso la pressatura viene applicata dopo la macerazione delle uve con le bucce, mentre per i vini bianchi si effettua sulle uve fresche. La pressatura soffice delle uve a bacca bianca, permette di raccogliere il primo liquido, il cosiddetto vino fiore, il più nobile. Esistono infatti diverse fasi di pressatura dalle quali si ottiene un prodotto via via meno pregiato. Duca di Salaparuta ha studiato in modo approfondito questo delicato passaggio e ha definito un programma di pressatura automatizzato personalizzato per ogni cultivar, in questo modo si sostiene il corretto svolgimento del processo per garantire una qualità costante durante tutto lo svolgimento dell’operazione, ottenendo un prodotto uniforme e quindi un buon risultato finale. Questa attenzione ha dunque lo scopo di preservare inalterate tutte le caratteristiche del frutto e di tutelarne le peculiarità nel bicchiere.

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Duca
Corvo
Florio
La macerazione

Uno dei processi della vinificazione è la macerazione. Questo sistema, impiegato principalmente per la vinificazione delle uve a bacca rossa, si basa sul fatto che le bucce vengono conservate a contatto del mosto nel processo di fermentazione. La macerazione delle uve rosse contribuisce a dare al vino il suo colore peculiare, oltre che a renderlo particolarmente ricco di polifenoli e di aromi. Questo processo, in genere di breve durata, viene costantemente monitorato ed è particolarmente importante perché contribuisce a mantenere intatti i tannini, che doneranno al vino la sua struttura, e a preservare tutti i profumi tipici del vitigno. Duca di Salaparuta utilizza la macerazione anche per alcune uve a bacca bianca come il Moscato e lo Zibibbo che diventeranno vini Florio.

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Duca
Corvo
Florio
I sistemi di qualità automatizzati

Grandi investimenti sono stati fatti in termini di automazione e qualità del lavoro all’interno delle Cantine Duca di Salaparuta. Tutti i processi produttivi, dall’arrivo in Cantina di vinificazione delle uve fino allo stoccaggio del prodotto finito, sono stati sottoposti ad un’avanzatissima supervisione informatica che assicura una perfetta tracciabilità del prodotto. Tutte le fasi enologiche sono automatizzate e monitorate da un sistema informatico all’avanguardia, che diventa il diario dettagliato dell’enologo, così come i sistemi di sanificazione degli impianti che assicurano processi enologici “puliti” e garantiscono la perfetta sterilizzazione dei serbatoi dopo ogni lavorazione. Anche il freddo e il mantenimento della giusta temperatura vengono garantiti lungo tutta la filiera da sistemi elettronici, così come sono garantiti la corretta gestione dei serbatoi e dell’imbottigliamento. L’impiego di queste tecnologie ci consente di ridurre al minimo le anomalie produttive, a tutela del consumatore, e di offrire la migliore espressione di ogni territorio.

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Duca
Corvo
Florio
I tappi

Duca di Salaparuta sceglie il tappo perfetto a seconda del tipo di vino, della sua longevità, delle sue caratteristiche organolettiche e del tipo di bottiglia utilizzata. Tappi monopezzo in sughero naturale portoghese per i vini fermi, tappi in sughero agglomerato per i vini bianchi da bere giovani, birondellati per gli spumanti… Ogni vino ha il suo tappo. Ogni piccolo lotto di tappi è verificato sia mediante controlli chimici-microbiologici sia attraverso panel di degustazione da parte del Team Tecnico. L’accettazione del lotto di tappi si basa sulla combinazione di tutte le verifiche effettuate, che hanno come obiettivo quello di garantire sempre la massima qualità e di ridurre al minimo l’incidenza del sentore di tappo. La scelta del fornitore migliore si rivela determinante ma non sufficiente, i tappi vanno analizzati da un occhio enologico, analitico, critico e innovativo grazie anche alle tecnologie più moderne offerte dal mercato.

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Duca
Corvo
Florio
L’artigianalità

Nonostante l’importanza dell’innovazione tecnologica, nella genesi di un vino storico o nella creazione di un nuovo vino rimane centrale il lavoro dell’uomo, che vive ogni giorno a stretto contatto con l’uva, curandone l’evoluzione fino a renderla espressione chiara e piena di un territorio e materializzazione di una visione. Il know how consolidato negli anni, l’intuizione e l’intima conoscenza della vigna e del vitigno sono i dettagli che definiscono la personalità di un vino e che raccontano una storia a chi lo assapora. Il matrimonio tra la modernità e l’elemento umano determina il successo di un’Azienda, tuttavia poiché la la tecnologia è alla portata di ogni Azienda il vero elemento distintivo rimane l’individuo che con la sua personalità, la cultura e le sue visioni può fare davvero la storia dell’enologia.

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Duca
Corvo
Florio
La vigna

L’introduzione di sistemi di monitoraggio e studio della vite e del terreno rappresentano un importante tassello nella costruzione di un concetto moderno di naturalità. Un nuovo modo di vivere il lavoro in campagna, più attento e selettivo, che si allontana dall’idea di pensare la vigna come un’unica entità ma al contrario si concentra sulla singola pianta, che viene seguita e curata secondo le sue necessità e potenzialità. Questo lavoro intimo e capillare è però anche frutto di una conoscenza vecchia di secoli che si tramanda e che rimane insostituibile. L’esperienza e la manualità di chi vive il territorio e conosce ogni sfumatura della pianta si integrano quotidianamente ai più innovati sistemi di controllo per garantire la salubrità e la massima espressione del frutto in cantina.

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Duca
Corvo
Florio
Maturazione e affinamento

Il tempo ha un ruolo di primo piano in enologia. Il rispetto dei tempi della natura prima e la pazienza per i ritmi evolutivi di ogni vino poi, sono fondamentali per l’equilibrio del prodotto. Che si tratti di un vino bianco da bere giovane come Corvo Glicine, di un grande rosso da invecchiamento come Duca Enrico o di un vino potenzialmente eterno come un marsala Florio, il tempo giusto per ogni vino è quello dettato dal vino stesso. La lenta evoluzione in botte, all’interno delle Cantine di Marsala o di Casteldaccia, e il necessario affinamento in bottiglia prima della messa in commercio garantiscono infatti un prodotto dalla personalità integra e definita. In particolare per i marsala Florio il tempo rappresenta un alleato prezioso che conferisce sfumature e ricchezze inedite a vini che non temono il passare degli anni e il contatto con l’ossigeno.

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Corvo
Quali sono i trend del vino nel 2020?

Dal Boom dei rosati fino alla moda del “Bring your own bottle”. Volete scoprire quali sono i trend del vino nel 2020? Ecco 5 tendenze che saranno protagoniste del nuovo anno!

1 – Il Boom dei vini rosati

Considerati da alcuni vini “artefatti”, i vini rosati sono invece frutto di tecniche di produzione sapienti. Se ancora ci fosse bisogno di chiarirlo il rosé non è un mix di vino rosso e vino bianco, ma si ottiene da una lavorazione più complessa, durante la quale il mosto viene lasciato sulle bucce per un breve periodo di tempo e tolto prima che queste possano liberare sul liquido tutte le antocianine, responsabili della caratteristica colorazione rossa.

Secondo la sommelier e wine blogger di Perlage Suite Chiara Bassi, il trend dei rosati si sta diffondendo in misura significativa grazie alla loro grande bevibilità e versatilità, che li rende perfetti per un aperitivo ma anche per un pasto leggero.

Superate quindi le vostre resistenze e preparatevi, perché il 2020 sarà l’anno dei vini rosati.

Il nostro suggerimento per un pranzo trendy con gli amici? Scegliete Corvo Rosa e farete sicuramente un figurone!

2 –  Parola d’ordine: ecosostenibilità

La sostenibilità ambientale è tutt’altro che una moda passeggera. Secondo il sommelier Peter Weltman, fondatore dell’associazione internazionale Borderless Wine, infatti, la sensibilità dei consumatori verso questo tema non rappresenta più una nicchia del settore, ma un vero e proprio trend mainstream. Secondo l’ Opportunities in sustainable, organic & lower alcohol wine 2019 report i consumatori, soprattutto i più giovani, ricercano un consumo sempre più consapevole in materia di vino e sono più sensibili al tema della produzione sostenibile.

Anche la scelta di un vino, dunque,  può essere un gesto di rispetto per la Natura. Ad esempio, i vini Duca di Salaparuta della Tenuta di Vajasindi, sono prodotti secondo una filosofia green, che impiega le tecnologie più avanzate e si affida ai rigidi controlli degli agronomi per ridurre al minimo gli interventi in vigna, a favore di una maggior salubrità dei terreni.

3 – La moda del “Bring Your Own Bottle”

Si chiama così, o più brevemente BYOB, un altro trend per il 2020.

Si tratta della moda – già diffusa in diversi mercati internazionali – di andare al ristorante portando la bottiglia di vino da casa. I ristoranti aperti a questa pratica mettono a disposizione un servizio professionale e i calici in cambio di una “cork fee” per la stappatura che, afferma Roberto Anesi, Miglior Sommelier d’Italia nel 2017 e Professionista dell’Anno 2019, può anche superare i 150€.

Unica avvertenza per praticare il BYOB ed evitare figuracce: assicuratevi che il ristorante sia disponibile ad adottare questa politica prima di presentarvi con il vostro vino preferito sottobraccio!

4 – I vini low ABV

Sono i vini a grado alcolico basso, compreso tra i 6 e gli 8.5, e sembra che il loro consumo sia in crescita nel 2020, soprattutto tra i wine lover più giovani. Il vino piace ai giovani anche più di birra e liquori, stando a una ricerca di Beer Marketer, una controtendenza che ribalta una situazione consolidata dagli anni ’90.

5 – Il vino diventa sempre più social

C’è qualcuno tra voi che non ha mai condiviso sui social una foto della bottiglia di vino aperta per un’occasione speciale… oppure uno scatto del calice goduto in un momento di meritato relax?

Beh, non siete rimasti in molti a quanto pare! Sono infatti oltre 51 milioni i post dedicati al vino pubblicati nel 2019 e 7 milioni i post che contenenti l’hashtag #winelover!

Il vino diventa sempre di più un’esperienza da vivere e condividere, nella vita reale come in quella virtuale. D’altronde cosa c’è di più condivisibile di una bottiglia di buon vino?

Al vostro prossimo post ricordatevi di utilizzare gli hashtag giusti e di taggare l’account Instagram e la pagina Facebook di Duca di Salaparuta per condividere con noi i vostri momenti più belli e le vostre opinioni sui vini.

Siete pronti a sperimentare i nuovi trend 2020?

 

 

 

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I controlli in vigna

Duca di Salaparuta affianca all’esperienza dell’agronomo il lavoro di laboratorio, impiegando le più moderne tecnologie per monitorare la salute della pianta e del terreno in ogni fase del ciclo produttivo, riducendo così le problematiche e favorendo interventi tempestivi e mirati. Ogni giorno un uomo Duca di Salaparuta parte dalla Cantina e si muove in tutta l’Isola seguendo le diverse fasi di maturazione del frutto e prelevando campioni nelle vigne di proprietà e in quelle dei Conferitori perché vengano analizzati. Oltre ad analizzare i micro elementi del terreno viene controllato anche l’apparato fogliare per assicurarci che la pianta assimili correttamente le sostanze presenti nel terreno. Inoltre, i frequenti controlli a campione ci permettono di verificare la presenza di qualsiasi tipo di sostanza non conforme sia nelle vigne di nostra proprietà sia in quelle dei Conferitori Corvo. Questo non solo garantisce il mantenimento di un corretto equilibrio ambientale ma tutela la natura del terreno e della vite.

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Florio
I conferitori

Duca di Salaparuta ha rapporti di lungo corso con una serie di Conferitori che da ogni parte dell’Isola forniscono le uve per i vini Corvo e Florio. Il lavoro dei Conferitori viene monitorato in tutte le fasi di crescita del frutto ma questi vengono anche consigliati con attenzione durante tutto l’anno dai tecnici Duca di Salaparuta, che offrono un supporto costante nella gestione della vigna e delle eventuali problematiche. Se le uve, all’arrivo in Cantina, non rientrano nei parametri fissati dall’Azienda e dalla legge, vengono rifiutate senza appello. Il rapporto di fiducia instaurato in molti anni di lavoro ha però ridotto drasticamente le problematiche.

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Corvo
Multiplex

Una delle tecnologie impiegate per la misurazione dei costituenti nelle piante da Duca di Salaparuta è Multiplex, basato sull’utilizzo di un sensore ottico che misura la fluorescenza di foglie e frutti. Questo strumento di diagnostica e di gestione fornisce una miglior informazione circa la condizione fisiologica delle piante e il loro funzionamento, permettendo di valutare la maturazione fenolica delle uve. Le indicazioni, che si ottengono in tempo reale, permettono di intervenire tempestivamente sul vigneto. In più l’analisi, oltre ad essere puntuale, è più omogenea e su larga scala, non distruttiva, e unita all’analisi di laboratorio ci fornisce un quadro completo, permettendoci di vendemmiare nel momento migliore ogni zona della vigna.

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L’impiego del freddo

Le alte temperature tipiche dell’Isola e la mancata prossimità tra le vigne e le Cantine di vinificazione ha reso necessario l’impiego del freddo per garantire un elevato standard qualitativo del frutto. La macchina del freddo, infatti, è in grado di abbassare anche di 20° la temperatura dell’uva vendemmiata, assicurando così il “blocco biochimico” dei processi come le fermentazioni spontanee post-raccolta, l’ossidazione dei precursori aromatici o l’ossidazione della componente fenolica dell’uva. Le uve appena raccolte vengono raffreddate direttamente in campagna e subito trasportate in Cantina, in questo modo, bloccando il processo fermentativo, riusciamo a mantenere intatti i profumi e gli aromi del frutto e le caratteristiche della pianta. In realtà però la tecnologia del freddo accompagna tutto il processo produttivo. Il controllo della temperatura nei vari passaggi, evitando sbalzi termici, consente infatti di eludere una serie di criticità e di esaltare appieno le caratteristiche naturali di ogni vitigno.

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L’arrivo in cantina

Solo le uve che hanno passato i controlli vengono alla fine scaricate per la diraspatura. Ogni camion di uva e ogni vitigno viene diraspato e lavorato singolarmente. Questo permette a Duca di Salaparuta di seguire l’evoluzione di ogni territorio e di ogni vitigno, che solo in un secondo momento verrà eventualmente assemblato.

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Florio
I controlli delle uve in cantina

Le uve destinate a diventare un vino Corvo, Duca di Salaparuta o Florio, vengono sottoposte a stretti controlli già in vigna. Duca di Salaparuta però, in un’ottica sempre più orientata alla tutela del consumatore, si è dotata di modernissimi sistemi di controllo e monitoraggio della materia prima che giunge in Cantina, per garantirne la conformità alle leggi in vigore. A queste attività di laboratorio si affianca anche il lavoro e l’esperienza del Team Tecnico che valuta la qualità delle uve non solo dal punto di vista della salubrità ma anche con occhio enologico, riservandosi la possibilità di rifiutare un lotto conforme dal punto di vista analitico ma non ritenuto comunque adatto ai nostri standard. Ogni partita di uva vendemmiata per Duca di Salaparuta dunque ha la garanzia del giudizio qualitativo del nostro Agronomo e del nostro Enologo così come viene valutata durante la maturazione e prima della raccolta dal Controllo Qualità Duca di Salaparuta.

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Corvo
Florio
La pressatura

La pressatura è il procedimento attraverso cui le uve, dopo la spremitura, vengono schiacciate con una pressa, separando la parte liquida (mosto o vino) da quella solida dell’acino (vinacce). Nella vinificazione in rosso la pressatura viene applicata dopo la macerazione delle uve con le bucce, mentre per i vini bianchi si effettua sulle uve fresche. La pressatura soffice delle uve a bacca bianca, permette di raccogliere il primo liquido, il cosiddetto vino fiore, il più nobile. Esistono infatti diverse fasi di pressatura dalle quali si ottiene un prodotto via via meno pregiato. Duca di Salaparuta ha studiato in modo approfondito questo delicato passaggio e ha definito un programma di pressatura automatizzato personalizzato per ogni cultivar, in questo modo si sostiene il corretto svolgimento del processo per garantire una qualità costante durante tutto lo svolgimento dell’operazione, ottenendo un prodotto uniforme e quindi un buon risultato finale. Questa attenzione ha dunque lo scopo di preservare inalterate tutte le caratteristiche del frutto e di tutelarne le peculiarità nel bicchiere.

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Florio
La macerazione

Uno dei processi della vinificazione è la macerazione. Questo sistema, impiegato principalmente per la vinificazione delle uve a bacca rossa, si basa sul fatto che le bucce vengono conservate a contatto del mosto nel processo di fermentazione. La macerazione delle uve rosse contribuisce a dare al vino il suo colore peculiare, oltre che a renderlo particolarmente ricco di polifenoli e di aromi. Questo processo, in genere di breve durata, viene costantemente monitorato ed è particolarmente importante perché contribuisce a mantenere intatti i tannini, che doneranno al vino la sua struttura, e a preservare tutti i profumi tipici del vitigno. Duca di Salaparuta utilizza la macerazione anche per alcune uve a bacca bianca come il Moscato e lo Zibibbo che diventeranno vini Florio.

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I sistemi di qualità automatizzati

Grandi investimenti sono stati fatti in termini di automazione e qualità del lavoro all’interno delle Cantine Duca di Salaparuta. Tutti i processi produttivi, dall’arrivo in Cantina di vinificazione delle uve fino allo stoccaggio del prodotto finito, sono stati sottoposti ad un’avanzatissima supervisione informatica che assicura una perfetta tracciabilità del prodotto. Tutte le fasi enologiche sono automatizzate e monitorate da un sistema informatico all’avanguardia, che diventa il diario dettagliato dell’enologo, così come i sistemi di sanificazione degli impianti che assicurano processi enologici “puliti” e garantiscono la perfetta sterilizzazione dei serbatoi dopo ogni lavorazione. Anche il freddo e il mantenimento della giusta temperatura vengono garantiti lungo tutta la filiera da sistemi elettronici, così come sono garantiti la corretta gestione dei serbatoi e dell’imbottigliamento. L’impiego di queste tecnologie ci consente di ridurre al minimo le anomalie produttive, a tutela del consumatore, e di offrire la migliore espressione di ogni territorio.

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I tappi

Duca di Salaparuta sceglie il tappo perfetto a seconda del tipo di vino, della sua longevità, delle sue caratteristiche organolettiche e del tipo di bottiglia utilizzata. Tappi monopezzo in sughero naturale portoghese per i vini fermi, tappi in sughero agglomerato per i vini bianchi da bere giovani, birondellati per gli spumanti… Ogni vino ha il suo tappo. Ogni piccolo lotto di tappi è verificato sia mediante controlli chimici-microbiologici sia attraverso panel di degustazione da parte del Team Tecnico. L’accettazione del lotto di tappi si basa sulla combinazione di tutte le verifiche effettuate, che hanno come obiettivo quello di garantire sempre la massima qualità e di ridurre al minimo l’incidenza del sentore di tappo. La scelta del fornitore migliore si rivela determinante ma non sufficiente, i tappi vanno analizzati da un occhio enologico, analitico, critico e innovativo grazie anche alle tecnologie più moderne offerte dal mercato.

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L’artigianalità

Nonostante l’importanza dell’innovazione tecnologica, nella genesi di un vino storico o nella creazione di un nuovo vino rimane centrale il lavoro dell’uomo, che vive ogni giorno a stretto contatto con l’uva, curandone l’evoluzione fino a renderla espressione chiara e piena di un territorio e materializzazione di una visione. Il know how consolidato negli anni, l’intuizione e l’intima conoscenza della vigna e del vitigno sono i dettagli che definiscono la personalità di un vino e che raccontano una storia a chi lo assapora. Il matrimonio tra la modernità e l’elemento umano determina il successo di un’Azienda, tuttavia poiché la la tecnologia è alla portata di ogni Azienda il vero elemento distintivo rimane l’individuo che con la sua personalità, la cultura e le sue visioni può fare davvero la storia dell’enologia.

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La vigna

L’introduzione di sistemi di monitoraggio e studio della vite e del terreno rappresentano un importante tassello nella costruzione di un concetto moderno di naturalità. Un nuovo modo di vivere il lavoro in campagna, più attento e selettivo, che si allontana dall’idea di pensare la vigna come un’unica entità ma al contrario si concentra sulla singola pianta, che viene seguita e curata secondo le sue necessità e potenzialità. Questo lavoro intimo e capillare è però anche frutto di una conoscenza vecchia di secoli che si tramanda e che rimane insostituibile. L’esperienza e la manualità di chi vive il territorio e conosce ogni sfumatura della pianta si integrano quotidianamente ai più innovati sistemi di controllo per garantire la salubrità e la massima espressione del frutto in cantina.

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Florio
Maturazione e affinamento

Il tempo ha un ruolo di primo piano in enologia. Il rispetto dei tempi della natura prima e la pazienza per i ritmi evolutivi di ogni vino poi, sono fondamentali per l’equilibrio del prodotto. Che si tratti di un vino bianco da bere giovane come Corvo Glicine, di un grande rosso da invecchiamento come Duca Enrico o di un vino potenzialmente eterno come un marsala Florio, il tempo giusto per ogni vino è quello dettato dal vino stesso. La lenta evoluzione in botte, all’interno delle Cantine di Marsala o di Casteldaccia, e il necessario affinamento in bottiglia prima della messa in commercio garantiscono infatti un prodotto dalla personalità integra e definita. In particolare per i marsala Florio il tempo rappresenta un alleato prezioso che conferisce sfumature e ricchezze inedite a vini che non temono il passare degli anni e il contatto con l’ossigeno.

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